Au. Prov.
TERNI – Prendendo per buone le parole della governatrice Stefania Proietti, sull’anno zero del nuovo Santa Maria, l’appuntamento è rimandato al 2040. La struttura moderna ed efficiente che Terni attende da anni, è una questione per le nuove generazioni. I tempi biblici sono nella logica delle cose. Al momento la Regione Umbria non ha ancora deciso che strada prendere: se demolire e ricostruire il Santa Maria a Colle Obito oppure se realizzare una struttura nuova di zecca nella piana di Maratta. Ad ogni modo, se la decisione dovesse essere presa entro il 2025, ci vorranno almeno due o tre anni per reperire i finanziamenti, redigere i progetti ed eventualmente (nel caso in cui il nuovo Santa Maria dovesse sorgere a Maratta) modificare gli strumenti urbanistici. I tempi della pubblica amministrazione, per questi percorsi burocratici, richiedono mesi e mesi, per non parlare del cantiere vero e proprio. Un’opera per ceti versi faraonica, con migliaia e migliaia di metri quadrati da edificare. Quindi, l’installazione delle reti tecnologiche e degli impianti sanitari. Roba di lustri. A sentire gli esperti, per avere il nuovo ospedale nel 2040 occorre marciare senza ulteriori perdite di tempo, perché si tratta comunque di un cantiere complesso e delicato, ad altissimo contenuto tecnologico, con apparecchiature d’avanguardia che a loro volta richiedono mesi e mesi per essere installate e testate


