Pasticciaccio piazza Ridolfi/Buttata via l’isola di travertino, ma alla Soprintendenza non basta

I lavori fermi, il cantiere irregolare, le mille versioni di Palazzo Spada. IL VIDEO

 

TERNI – Lavori non autorizzati, cantiere senza le indicazioni di legge, progetto “variabile”. All’inizio apportava una sostanziale modifica al disegno di Ridolfi, alla fine era uno scherzo. «Una prova d’ingombro». Un test che pagheranno i cittadini. Tutto a carico dei ternani: cordoli di travertino, manodopera, atti amministrativi. Quali non si sa. La procedura non è stata ancora svelata. Forse davvero un test, ma di pazienza. Le cose certe, finora sono due: si è partiti con una voglia di fare e di cambiare  pazzesca, testimoniata dal video in fondo all’articolo, si è arrivati al fermo della Soprintendenza. «Per giustificare il blocco dei lavori – ricapitola il gruppo territoriale del Movimento Cinque Stelle –  il Comune ha tentato di minimizzare l’accaduto definendo l’operazione come una tardiva “prova tecnica” per valutare miglioramenti alla viabilità e alla sicurezza pedonale. Ma la giustificazione appare del tutto insostenibile: nel 2025 esistono strumenti digitali per simulare interventi senza compromettere fisicamente beni storici tutelati. In qualunque contesto istituzionale, un simile fallimento comporterebbe una presa d’atto di responsabilità: il minimo gesto atteso da chi, pur investito di un incarico pubblico, fallisce nel garantire trasparenza e risultati. Questi fatti sollevano dubbi gravi sull’operato dell’amministrazione comunale: nessuna delibera, nessuna determina, nessuna ordinanza è stata pubblicata prima o durante l’intervento. Noi vogliamo sapere: chi ha deciso questo intervento? Quanto denaro pubblico è stato utilizzato? Perché non esistono documenti ufficiali sul portale istituzionale che giustifichino l’intervento? Con quale procedura l’azienda Edilmaco 2 ha ricevuto l’incarico? Pretendiamo trasparenza immediata: chiediamo al Comune di Terni di pubblicare tutti gli atti amministrativi relativi ai lavori eseguiti in Piazza Ridolfi, di chiarire le responsabilità politiche e amministrative e di garantire che qualsiasi futura modifica su aree protette sia preventivamente autorizzata dalla Soprintendenza e condivisa con i cittadini. Terni merita amministratori che rispettino la sua storia e il suo patrimonio. Una piazza non si svende per un favore verso interessi privati. La storia di Terni non si tocca. La memoria si rispetta».

L’umbro Santi nominato responsabile nazionale dei delegati arbitrali e supervisor della Fipav

«L’ospedale veterinario comunale un’opportunità per rigenerare spazi in disuso»