di Francesco Bircolotti
Più di 13.000 anime, una sola grande “Terra di mezzo”, quattro giorni (e soprattutto quattro notti) di echi di mondi lontani trasportati da musiche, riti, cerimonie e tradizioni conditi da cibi e bevande della tradizione sia antica che recente. Questa la fotografia che un qualsiasi drone potrebbe trovarsi a scattare sorvolando la distesa della piana di Colfiorito, con radici umbre e cuore marchigiano (l’evento si svolge nel comune di Serravalle di Chienti). Una situazione, tra emozioni e suggestioni, per chi invece si troverà a vivere l’edizione 22 del “Montelago Celtic Festival”, che fino all’alba di domenica ricostruirà ambienti e tradizioni del più ancestrale mondo nordico nella manifestazione plein-air più grande d’Italia.
Inutile rimarcare l’irresistibile attrattiva di quella che da idea di una notte, nel 2003, è diventata con gli anni “la” situazione cui tutti gli amanti del genere, senza confini di lingue e provenienze, aspirano. Lo dimostrano gli annuali sold-out progressivi (i biglietti vengono venduti a step nel corso dei mesi di avvicinamento) che anche per il 2025 hanno fatto scattare la caccia all’ingresso, culminata con gli ultimi 2.000 accessi polverizzati.

Una corsa al ritorno alla natura e allo spirito libero che è proprio della kermesse, cui difficilmente ci si riesce a sottrarre e molto più facilmente si stenta a capire se non si è stati almeno una volta nella vita a Montelago. Dove tutto funziona alla perfezione a livello logistico in simbiosi con l’ambiente tanto che Legambiente Italia non ha avuto problemi a concedere per il terzo anno consecutivo la certificazione Ecoevents per le capacità gestionali in tema di rifiuti, mobilità, tracciabilità, energia, acustica, responsabilità sociale, tracciabilità e naturalmente ogni aspetto legato a cibi e bevande. Un ulteriore imprescindibile riconoscimento per gli ideatori Maurizio Serafini e Luciano Monceri, per il direttore artistico Michele Serafini e per tutta la grande famiglia de La Catasta che organizza l’evento in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (Mc), Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Tutti uniti per accogliere una folla che troverà ospitalità in 10 ettari di campeggio libero provvisto di area camper, resort, area famiglie, mini market e bar e potrà usufruire di innumerevoli servizi (a partire dall’acqua potabile gratuita con un ingente risparmio di plastica).
A fare da trait d’union tra tutti gli elementi in gioco, naturalmente le musica: al ritmo di tamburi tribali, folk e celtic metal, elettronica, arpe celtiche e danze sotto le stelle, in un mix unico e travolgente di eventi ad alternarsi sul palco del main stage come headliner ci saranno i leggendari Wardruna, protagonisti della colonna sonora della serie Vikings; i power-folk italiani Wind Rose, noti per la loro energia epica; il maestro irlandese della cornamusa Davy Spillane, già collaboratore di Kate Bush e degli U2; i giapponesi Harmonica Creams, che fondono melodie celtiche con blues ed elettronica; i Kan attesi da storica reunion e poi i tedeschi The O’Reillys and the Paddyhats, i Kalandra o Kathryn Tickell & The Darkening, secondi a nessuno in ambito folk-punk.
Tra le tante proposte, imperdibili anche i concerti all’interno del celebre Mortimer Pub che sarà anche sede privilegiata per il prestigioso “European Celtic Contest”, concorso europeo per nuove proposte artistiche che quest’anno avrà ulteriore valenza per l’Umbria grazie alla presenza nella sfida finale (quattro i gruppi in gara) per il titolo dei perugini “Trinaluna” (Minna Pehkonen voce, violoncello; Sayako Obori violino; Giovanni Petrini flauti; Federico Pedini chitarra; Ruggero Bonucci basso; Rocco Panzanelli batteria, voce).
L’alta qualità della proposta artistica proseguirà poi con gli appuntamenti della Tenda Tolkien dove di giorno autori e autrici dialogheranno sul tema The Art of Traveling e di notte avverrà la trasformazione in sala di proiezione con “MOViEMENT – The Art of Traveling”, una rassegna cinematografica dedicata anch’essa ai viaggi e ai nomadismi interiori.
Torna poi anche il Riddle Pit, padiglione dedicato alle attività di gioco con 57 appuntamenti fra sessioni gdr, tornei, workshop, sessioni dimostrative con 12 associazioni coinvolte. Di spessore gli oltre 60 workshop di musica, artigianato, storia, danza, scienze naturali, osservazione del cielo per esprimere la propria creatività; il suggestivo Accampamento storico del maestro d’arme Behoram Uallas dove sono in programma più di 70 cerimonie fra matrimoni, conferme e battesimi; voli in parapendio, trekking tra le montagne con il cammino Montelago Walker, visite guidate nel territorio circostante e degustazioni di prodotti tipici.
E ancora, The Fire Circle con i migliori fuochisti e giocolieri, jam session al Davo’s Stage, danze Balfolk nell’omonimo palco, giochi celtici e sport nell’Arena Avalon, ma pure tende e spazi relax, il mercato che ospita decine e decine di stand dove trovare non solo il meglio dell’artigianato europeo, tra fantasy e tradizione medievale, ma anche i piatti della cucina umbro-marchigiana e anglosassone, preparati da attività locali. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Peccato soltanto per chi non ce l’avrà fatta ad esserci.


