M.Brun.
PERUGIA – La sicurezza resta un tema decisivo per tutti i cittadini, in ogni città italiana. E alimenta regolarmente polemiche e anche scontri, in slalom tra sicurezza reale, sicurezza statistica e sicurezza percepita.
Il sottosegretario agli Interni e segretario regionale umbro di Fdi, Emanuele Prisco, rilancia il tema bollente, in chiave nazionale, da un molto delicato Comitato dell’ordine e della sicurezza a Prato, insieme al ministro Piantedosi e agli altri due sottosegretari Molteni e la Ferro.
Prisco insiste sul trend nazionale dei crimini: un bilancio positivo che racconta di una diminuzione del 9% dei reati su tutto il territorio nazionale.
E rivendica le ragioni del successo, dovute intanto a operazioni promosse dal ministero.
Quindi ecco le “Zone rosse”, “Stazioni sicure”, “Strade sicure”.
Unitamente a una fondamentale lotta- annuncia Prisco – all’immigrazione clandestina che ha dato risultati importanti, tenendo presente – sottolinea il sottosegretario – che dall’immigrazione clandestina viene un gran numero di reati.
Il discorso qui si incrocia con Perugia.
Prisco non rilancia la polemica di qualche settimana fa. Ma dice, in modo felpato, la sua.
La buona situazione della sicurezza statistica, che la nuova amministrazione comunale di Perugia ha rivendicato, è un successo anche di queste iniziative nazionali, in parte o in gran parte, a seconda di come si guardi la questione. Quindi delle nuove linee guida per contenere l’immigrazione clandestina e delle operazioni speciali varate.
La zona rossa, applicata a Perugia, in realtà non si incrocia con i dati rilevati prima, ma il sottosegretario Prisco di fatto rivendica un contesto.
Tra amministrazione comunale e Ministero degli Interni – quindi gli organi dello Stato che agiscono per l’ordine pubblico – ci sarà sempre un po’ di ping pong sia per i meriti che per le responsabilità.
Negli anni bui di Perugia la sicurezza statistica aveva dei numeri impressionanti, che ora non ci sono più.
Resta l’impegno degli uni (Comune) e degli altri (Ministero) a star dietro però anche al sentement dei cittadini.
Parlando di Perugia: i cittadini ritengono che sia migliorata del 23% la sicurezza? Se così non fosse, è solo questione di un gap dovuto alla sicurezza percepita? O anche rispetto alla sicurezza (e magari anche al degrado) reale?
Un buon tema di riflessione per tutti alla ripresa di settembre.


