DI DIEGO DIOMEDI
TERNI – Secondo la Rete Umbra per l’autodeterminazione, con un comunicato apparso sui social co-firmato insieme ad altre associazioni umbre come Liberamente Donna, Terni Donne e non solo, l’affermazione contenuta nel servizio televisivo riguardo a «porte sbattute in faccia» alle donne in difficoltà non corrisponde alla realtà e rischia di minare la fiducia nelle strutture di protezione.
«La signora citata – spiega Liberamente Donna – era già stata presa in carico tramite l’attivazione del codice rosso da parte delle forze dell’ordine e collocata in una struttura di protezione temporanea. Successivamente, dopo aver individuato i suoi bisogni specifici, è stata attivata la rete dei servizi competenti per costruire risposte personalizzate e avviare, insieme a lei, un percorso di fuoriuscita dalla violenza».
L’associazione sottolinea che la rete antiviolenza «non sbatte le porte in faccia a nessuna donna», ma accoglie tutte e lavora per offrire non solo ospitalità, ma anche un insieme di servizi integrati: supporto sociale, legale, psicologico e, se necessario, sanitario. «Ogni scelta – ribadiscono – resta sempre nelle mani della donna».
Secondo Terni Donne, la rappresentazione andata in onda è dannosa perché rischia di diffondere un’immagine distorta delle realtà che operano quotidianamente contro la violenza di genere, scoraggiando le donne dal rivolgersi ai centri di aiuto.
«Nessuna donna viene lasciata sola – concludono le associazioni – ogni percorso viene costruito con serietà, rispetto e collaborazione nella rete territoriale. Diffondere messaggi inesatti significa fare un danno proprio a quelle donne che ogni giorno trovano il coraggio di chiedere aiuto». Per questo motivo chiedono dunque una rettifica del servizio e ricorda che la rete antiviolenza è attiva, pronta ad accogliere e sostenere chiunque subisca violenza.



