TERNI – Ci si lamenta tanto che i nuovi nati sono pochi e che il tasso di vecchiaia sia tra i più alti d’Italia. Ma poi, per i bambini venuti al mondo a Terni mancano i servizi. Mancano soprattutto gli asili nido comunali, che sono un punto di riferimento essenziale per le famiglie impegnate nel lavoro. Su 200 domande presentate per l’anno scolastico 2025-2026, ne sono state accolte solo 80. Col risultato che 120 istanze sono state rifiutate e con le famiglie costrette a soluzioni alternative (la classica baby sitter o il nodo privato. Soluzioni costose, che poco si addicono ad una città che vuole essere accogliente e attrattiva per le nuove coppie, in particolare quelle provenienti dalla capitale.
Con Terni sempre più penalizzata nei servizi, ad iniziare da quelli dei trasporti. Ma per gli asili non si può aprire la vertenza con TrenItalia. La carenza di posti è tutta da imputare al Comune. Un problema, quello degli asili nidi che non ci sono, che però non fa capo solo all’amministrazione Bandecchi, ma che è un dato storico. Gli asili che non ci sono, è un problema che si trascina da anni. Un problema antico, anche se negli ultimi tempi si è intensificato. Mancano le strutture fisiche, con i nidi Girotondo, viale Rossini e Campomaggiore, oggetto di lunghi interventi di messa a norma. Mancano le insegnanti. E mancano pensino le graduatorie dalle quali attingere.
Un disastro di investimenti umani e finanziari, che crea problemi alle famiglie che già vivono a Terni e che scoraggia nuovi insediamenti.


