Terremoto Pierantonio-Sant’Orfeto, si sbloccano i pagamenti del Cas

Approvato dal Consiglio dei ministri l’atto che riporterà la situazione alla normalità. Prisco: «Grazie al governo Meloni i cittadini non dovranno più aspettare»

ALESSANDRO MINESTRINI

PERUGIA – La notizia tanto attesa da 220 famiglie terremotate è finalmente arrivata. Si sblocca l’erogazione del Contributo per l’autonoma sistemazione. A sanare l’inghippo burocratico venutosi a creare al termine dello stato di emergenza, è stato il governo guidato da Giorgia Meloni attraverso alcune misure urgenti che sono state approvate nell’ultimo Consiglio dei ministri e che sono state inserite all’interno del decreto “Terre dei fuochi”. A renderlo noto nella serata di giovedì 7 agosto è stato il segretario all’Interno, Emanuele Prisco, che commenta: «Grazie all’intervento tempestivo del Governo Meloni, i cittadini colpiti dal sisma non dovranno più aspettare».

Soddisfazione viene espressa dal vicesindaco di Umbertide con delega alla ricostruzione post sisma, Annalisa Mierla: «Abbiamo vinto. E questa vittoria ha il sapore delle lacrime trattenute troppo a lungo. Dopo mesi di battaglie, sollecitazioni continue, notti insonni e momenti in cui tutto sembrava fermo, finalmente è arrivata la risposta che aspettavamo: il governo ha approvato ora un decreto legge che sblocca i pagamenti del Cas per le persone colpite dal sisma del 9 marzo 2023. Dietro questo risultato c’è un percorso durissimo. Un groviglio burocratico che ha lasciato troppe famiglie nell’incertezza, nel silenzio, nella paura di essere dimenticate. Non sono riuscita a stare zitta. Non ho accettato l’immobilismo. Ho insistito, più volte, ogni volta, anche quando sembrava inutile. Ci ho messo la voce, il cuore, la faccia. E anche il dolore. Perché in certe lotte non si è semplicemente amministratori. Si è madri, figlie, sorelle. Si sente il peso delle attese della propria gente sulle spalle, e quando senti di non poter dare risposte, quel peso ti toglie il respiro. Oggi, finalmente, possiamo respirare insieme». Aggiunge Mierla: «I fondi arrivano. Le persone non sono più numeri in un faldone, ma cittadini riconosciuti, aiutati, sostenuti. Questa non è una firma su un decreto. È una cicatrice che si chiude. È una promessa mantenuta. È la dimostrazione che non sempre il muro vince contro chi ha il coraggio di continuare a bussare. A chi ha aspettato, lottato, sperato… questa vittoria è per voi. E per tutti quelli che non smettono mai di crederci, anche quando fa male».

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