R.P.
PERUGIA – Da subito e in ben 8 grandi aree (Ponte San Giovanni, Balanzano, San Sisto, via Birago, Borgo XX Giugno, via Pinturicchio, piazza Grimana e Porta Conca), e in attesa di essere esteso ovunque, Perugia avrà un nuovo limite di velocità ridottissimo, a 30 km orari.
Chiariamo subito: i 30 km sono un provvedimento che ha un solo beneficio ed è per le casse del comunali e a spese dei cittadini (più multe per tutti), ma che è un identificativo politico e culturale. È come scrivere: siamo un Comune di sinistra. Una volta per farsi riconoscere si metteva: “Comune denuclearizzato”, poi a sinistra hanno cambiato idea.
Dopo ben un anno e mezzo di mandato, caratterizzato da ben poca iniziativa dunque, la Sindaca Ferdinandi vara la prima misura caratteristica della ‘sua’ nuova Perugia.
Che magari il cittadino comune potrebbe pensare rivolto alla: sicurezza? Dove invece la percezione peggiora giorno dopo giorno, e non è tra le priorità del nuovo governo comunale, nonostante il lavoro continuo delle forze dell’ordine.
A un nuovo Frecciarossa? mentre ormai tutto il servizio è spostato su Arezzo. Uno smacco per i perugini doverlo andare a prendere in un’altra città, di altra regione e a un ora e venti minuti di auto.
Un aumento della manutenzione strade? Macché, anche se è ormai opinione comune vi siano sempre più buche ovunque, nonostante il tesoretto economico de stimabile ad esse e lasciato da Romizi.
A migliorare i redditi? Da poco una indagine ha sancito chiaramente che in questo 2025 in Umbria si è sempre più poveri e con inflazione altissima, ma si sa, economia e lavoro non sono tra le priorità della giunta Ferdinandi.
A un ormai indispensabile contenimento delle liste attesa? Nulla. Nonostante la lista ‘sanità pubblica’, con cui la Ferdinandi ha vinto le elezioni al ballottaggio, proprio la sanità è sparita dai radar per la sinistra perugina, e si va tutti felicemente dal privato ora.
Magari si tratterà infine del Nodino? Vade retro Satana, anche se Perugia è nuovamente bloccata, anche in questi primi giorni di rientro.
E che vuoi che sia inoltre il bando per il Natale in centro andato deserto (si arriverà a una città solennemente senza eventi natalizi?) l’aeroporto sparito non solo dai contributi del Comune ma dalle priorità (come se collegamenti e turismo non interessassero) e la Tari, temuta Tassa sui rifiuti, salita nel 2025 ai massimi storici, perché a Perugia da ora in poi si andrà a 30 km orari di velocità massima.
E che importa se, da uno studio nientepopodimenoche del MIT: su Milano questo provvedimento abbia comportato un innalzamento della anidride carbonica (+1,5%) e delle polveri sottili (addirittura +2,7%), oltre che ad un incremento consistente di costi pubblici per nuova segnaletica, dissuasori, campagne informative ed ovviamente autovelox.
E sì, perché con Perugia a 30 km/h, secondo codice della strada, chi verrà pizzicato a 41 all’ora rischierà dai 173 ai 695 euro di multa e 3 punti su patente.
Nonostante si tratti di un limite criticato da tutti perché difficilissimo da rispettare in auto (per memoria del lettore, un pedone di corsa raggiunge i 20 km/h, come i monopattini amati da 5stelle – sempre che non siano truccati – una bici supera già il limite dei 30 km/h mentre è fuorilegge un motorino che raggiunge per legge i 40kmh).
Prima delle conclusioni una domanda, certamente retorica.
È sicura la Sindaca che sia questo che vogliono i perugini da lei?
È ancora in tempo per ritirare l’assurdo provvedimento.
Anche perché, se il mare promesso dalla Ferdinandi per una estate ancora non si è visto, in compenso si profila un autunno con una pioggia di multe, magari prese da un autovelox situato in una delle tante discese di Perugia, dove a 30 km/h non riesci ad andare nemmeno in prima, mentre una nostalgia della operosa pragmaticità di Romizi diventa sempre più patrimonio comune in città.


