Carlo Acutis santo. Papa Leone: «Ha vissuto integrando preghiera, sport, studio e carità»

Le parole pronunciate dal pontefice nel corso dell’omelia

ROMA – «Carlo ha incontrato Gesù in famiglia grazie ai suoi genitori, Andrea e Antonia, presenti oggi insieme ai suoi fratelli Francesca e Michele. E poi anche a scuola e soprattutto nei sacramenti, celebrati nella comunità parrocchiale»: queste le parole pronunciate da papa Leone XIV nel corso dell’omelia della messa per la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Il santo millennial, ha ricordato Prevost, è cresciuto «integrando naturalmente preghiera, sport, studio e carità nelle sue giornate di bambino e ragazzo. Diceva “davanti al sole ci si abbronza, davanti all’Eucarestia si diventa santi”. Ha vissuto quella che papa Francesco chiamava la santità della porta accanto». Ha proseguito il Santo Padre: «I santi Frassati e Acutis sono un invito a tutti noi, soprattutto ai giovani, per orientare la vita e puntarla verso l’alto facendone un capolavoro. Questa è l formula semplice ma vincente della loro santità». Il pontefice ha quindi citato San Francesco d’ Assisi: «Come Salomone anche lui era giovane e ricco, assetato di gloria e di fama. Era partito per la guerra sperando di essere investito cavaliere e di coprirsi di onori, ma Gesù gli era apparso lungo il cammino e lo aveva fatto riflettere su ciò che stava facendo. Rientrato in sé aveva rivolto a Dio una semplice domanda: “Signore, che vuoi che io faccia?”. E così, tornando sui suoi passi ha iniziato a scrivere quella storia di santità che tutti conosciamo, spogliandosi di tutto per seguire il Signore vivendo in povertà e preferendo all’oro, all’argento e alle stoffe preziose di suo padre l’amore per i fratelli, specialmente i più deboli e i più piccoli».

Canonizzazione di Carlo Acutis (foto da Vatican Media-YouTube)

Carlo Acutis è santo

Perugia, la non violenza, l’orologio di Capitini e la speranza di Capponi: «Allontaniamo la mezzanotte» (e la guerra)