PERUGIA – Franco Battistelli ha anni di militanza politica spesso critica, mai banale.
Per anni ha ricoperto un ruolo di responsabilità nella polizia locale.
Per questo la sua posizione sul tema dei 30 chilometri orari da introdurre nella città di Perugia è di particolare interesse.
Ecco qua.
Di Franco Battistelli
In attesa di conoscere i dettagli della proposta Zona 30 a Perugia è opportuno precisare che la scelta va riportata a valutazioni tecniche da cui dovrebbero derivare scelte amministrative appropriate.
Quindi, il tema è: come è possibile migliorare la sicurezza stradale.
La scelta di Zona 30, quindi imporre un limite di velocità così basso in certe zone di Perugia, è solo apparentemente risolutivo.
Prevede in realtà impiego di tante pattuglie di polizia locale (per quanto tempo?), con in dotazione il telelaser.
E sapete cosa presto si scoprirà? Che oltre alle poche violazioni per il superamento del limite di velocità, molti veicoli circolano senza assicurazione e/o revisione o addirittura ci sono conducenti senza patente di guida, per non contare l’uso del cellulare alla guida e via elencando.
Quindi andrebbero usate ingenti risorse umane (polizia locale) ed economiche in tutto il Comune se si vuole davvero fare il possibile per assicurare il massimo di sicurezza stradale.
Se è davvero la sicurezza dei cittadini a stare a cuore all’amlinistrazione comunale non ci si può limitare ai 30 all’ora.
Come si vede, non sono entrato nella polemica di chi accusa o nega che con questa scelta l’amministrazione “vuole fare cassa”, ma mi sembra doveroso precisare le parole dell’assessore (riportate da media) : “E’ una polemica infondata. Il codice della strada vieta l’uso degli autovelox sotto i 50 Km/h, quindi non si può piazzare un autovelox in una zona 30”. E’ vero: no autovelox fisso, però sì Telelaser TruCam e TruSpeed che verranno segnalati con un cartello 80 metri prima, con contestazione immediata dell’infrazione: il verbale non arriva a casa. Se si perdono punti della patente, il taglio dei crediti è immediato.
Quindi, in conclusione, non sarebbe meglio, caro assessore, il limite di 50 in tutte le zone, tranne quelle già diversamente limitate, ma con adeguato e costante impiego di pattuglie per i controlli di vario genere?
E questo con l’eliminazione di limiti assurdi in strade fuori dei centri abitati (questi sì imposti in molti casi per “far cassa”), evitando l’uso strumentale di dati (spesso unilaterali) di esperienze in altre città.
Vogliamo aggiungere, sempre avendo in mente il bene supremo della sicurezza dei cittadini e non la sterile propaganda, l’impegno concreto dell’amministrazione comunale per una mobilità alternativa che, per quasi tutta Perugia, non può essere certo la bicicletta.


