M.BRUN.
PERUGIA – All’aeroporto San Francesco sono entusiasti – giustamente – dei risultati che in termini di passeggeri stanno ottenendo. E questo anche grazie al trend nazionale, che ha penalizzato le coste a favore
delle città da visitare, e grazie anche all’onda lunga dei voli londinesi e degli intrecci con il Sud Italia già fissati da un bel po’ di tempo.
Però non sembra che il futuro sia altrettanto certo: confermato che non ci sono collegamenti col nord Italia produttivo (Orio al Serio pare storia terminata), confermato che non ci sono capitali europee al
momento alternative a quelle che già esistevano (essendo il collegamento con Madrid finito ad Ancona, almeno per tutto quest’anno), ecco che passa sulla testa (è il caso di dirlo) di Perugia e dell’Umbria anche il collegamento smart con Roma (aeroporto di Roma Urbe).
Tutto nasce da un’intuizione dell’Enac che ha messo in piedi un programma denominato Ram (Regional air mobility) per collegare città vicine, ma con voli che permettano di risparmiare molto tempo ed essere una alternativa percorribile rispetto al treno e alle auto.
Le Marche si sono mosse in anticipo. Ecco il Fano-Roma (36 minuti), dopo i successi di quest’anno ottenuti da Ancona.
Obiezione: a chi può interessare un collegamento aeroporto San Francesco-Roma Urbe?
Forse a molta più gente di quel che non si creda. In 25 minuti di volo si raggiunge la Capitale e in pochi minuti di taxi tutti i centri nevralgici, tutto questo a un costo non esagerato.
Dato che i treni sono sempre meno mezzi di collegamento per l’Umbria, ma soprattutto in attesa che il traffico intorno a Perugia diventi ancor più caotico di adesso (per via dei lavori alle gallerie e di
nessun progetto che possa in qualche modo sgravare il livello di intasamento delle strade, appurato che nessun Nodo e nessun Nodino sono di gradimento delle attuali amministrazioni), ecco che le
richieste di un collegamento antistress per Roma potrebbero diventare rilevanti. Forse anche parecchio rilevanti.
Ma anche Fano è più svelta dell’Umbria.


