di Marco Brunacci
PERUGIA – Ma è possibile che, dopo aver preteso 184 milioni di tasse dagli umbri, vaneggiando su inesistenti buchi di bilancio, la Regione ha buttato quasi un milione sulla missione all’Expo di Osaka?
Vediamo: è toccato alla piu seria e preparata assessora della Giunta regionale (Simona Meloni, che ha il turismo) rispondere oggi in Assemblea legislativa, alle richieste delle consigliere Pace e Tesei con quante persone, a che titolo e con quali spese è stata portata a termine la missione per l’Expo di Osaka, che tante polemiche ha sollevato.
I dati forniti in Assemblea, sono incompleti ma dicono che lo scenario è davvero oneroso per i poveri cittadini umbri.
Ad oggi sono stati spesi 300.000 euro solo per lo spazio espositivo (deciso dalla Giunta Tesei che però non aveva chiesto 184 milioni di tasse in più agli umbri), mentre 27 sono stati i soli delegati dell’Ente Regione Umbria. A questi vanno aggiunti, ha detto l’assessora, tutti i partecipanti ai panel che saranno rimborsati dalla Regione (si parla di più di 50 panel) ed – aggiungiamo noi – vertici e personale di Sviluppumbria e di Umbria Jazz (16 solo i membri dei Funk Off). Di mariti, figli e amici non si sa ancora.
Facile immaginare che si arrivi ai numeri circolati negli scorsi giorni (circa 76 partecipanti a spese pubbliche, piu altri a spese proprie ma con i vantaggi della missione) mentre sembra – ma è da confermare – che i numerosi partecipanti delle associazioni di categoria presenti abbiano fatto provvedere ai bisogni dalla propria associazione.
Altri soldi pubblici.
Ad oggi, oltre ai 300.000 euro dello stand, vi è la certezza di spesa di altri 97.000 euro solo per voli e hotel dei soli 27 delegati della Regione come Ente (saranno conteggiati i costi degli assistenti?) mentre si è in attesa della richiesta di rimborso alla Regione degli altri partecipanti e soprattutto del conto di tutte le spese, tra cui spostamenti, pasti, consulenti.
Anche qui l’impegno complessivo di spesa della Regione, di Sviluppumbria e di UmbriaJazz potrebbe quindi facilmente attestarsi vicino alla cifra “monstre” circolata negli scorsi giorni e non lontana dal milione di euro.
Una sottolineatura importante: le spese per una missione devono essere indicate prima della missione, non dopo la missione, dando per buona qualunque cifra spesa.
Come mai qui nulla è stato messo nero su bianco? È regolare?
Va ricordato, infine, per inciso, che per un viaggio di promozione dell’Italia in Cina, partecipato ma proporzionalmente non così tanto come quello dell’Umbria, determinò l’inizio del declino di Bettino Craxi.
Tornando on Umbria: nella replica la consigliera Pace si è detta “senza parole e presa in giro” per i numeri forniti e per la non certezza delle spese, preannunciando un accesso agli atti per avere precisi dati su tutta la missione.
Ha poi ricordato che 3 anni fa la Giunta Tesei affrontò il precedente Expo di Dubai con solo 3 giorni di presenza e solo 17 partecipanti.
Si preannunciano quindi altre polemiche, mentre è insistente la voce di un esposto su presunte “spese pazze” già recapitato alla Corte dei Conti.


