AU. PROV.
TERNI – Da quando esistono i partiti, le feste si organizzano per coniugare intrattenimento, messaggi politici, presenza sul territorio, ristorazione. Tante cose insieme per dire “Noi ci siamo, siamo pronti ad ascoltare e a far ascoltare le nostre proposte”. La festa di partito, soprattutto se il partito è quello che sta al governo della città, è un’occasione per capire meglio in che direzione si va, verso quali mete è protesa Terni. Le Festa dell’Alternativa, che si è appena conclusa alla passeggiata, forse è stata anche questo.
Di sicuro sono stati tre giorni caratterizzati da tensioni e polemiche che poco si addicono ad un momento di festa. Protagonista indiscusso delle risse verbali, è stato il vicesindaco Riccardo Corridore che non ha pensato a divertisti e a rilassarsi con il «popolo» di Alternativa popolare, ma si è dedicato a colpire i presunti avversari, con il suo stile pesante e sempre proteso all’insulto. La Festa, d’altronde è iniziata male. Con le tensioni per il Nulla osta della Soprintendenza che non arrivava non un per un ritardo dell’ente di controllo del Ministero, ma delle procedure avviate dagli organizzatori. E’ proseguita peggio con le auto del gruppo dirigente di Ap parcheggiate nei viali del parco sottoposto a vincolo, un giardino monumentale trasformato in un volgare parcheggio dei potenti di turno. Fino ad arrivare all’esplosione. La giornalista che evidenzia la mancanza del nulla osta della Soprintendenza diventa una “vecchia” frustrata, che non sa come scaricare i propri “pruriti”. Volgarità gratuite nei confronti di una donna proprio quando la festa di Alternativa popolare vorrebbe ricordare degnamente Ilaria Sula, una ragazza di appena 22 anni vittima di una cultura maschilista e di una violenza inaudita. L’esplosione è durata giorni. Sufficienti anche per accusare non solo i giornalisti ma il gruppo editoriale di Umbria7, evocando una non meglio specificata “massoneria nera”. Insulti anche per la direzione, tanto per completare il quadro. Un fiume di livore che, per la verità, non ha colpito solo Umbria7 ma anche i professionisti di altre testate. Nelle ultime ore il vicesindaco con licenza di offendere se la è presa con UmbriaOn e con TerniTomorrow. Un modo di fare che non è sfuggito all’Ordine dei giornalisti, che ha stigmatizzato duramente i comportamenti del vicesindaco. Un modo di fare che non è sfuggito alla città, che si aspettava di assistere ad una festa e che invece si è ritrovata convolta in una zuffa sguaiata e priva di contenuto costruttivo.



