TERNI – Bandecchi aveva usato la clava. Picchiando duro sui tempi di realizzazione del nuovo ospedale di Narni e Amelia, che, sempre a detta del presidente e della Provincia Bandecchi, non possono anticipare quelli del nuovo Santa Maria di Terni. Una guerra tra due strutture sanitarie che ha portato alla minaccia di non realizzare la variante di Amelia, che c’entra come i cavoli a merenda ma che serve ad agitare gli animi. I sindaci dell’Amerino e del Narnese – di Narni, Amelia, Alviano, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell’Umbria, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montecchio, Otricoli, Penna in Teverina – sono tutti compatti nel contrapporsi alla visione di Bandecchi. Rispondono di fioretto, ma il risultato non cambia. «La sanità non ha bisogno di contrapposizioni – concordano i sindaci del territorio – ma di una visione integrata e di una collaborazione leale tra istituzioni»
«In merito alla realizzazione dell’ ospedale di Narni-Amelia – dichiarano congiuntamente – desideriamo innanzitutto chiarire che non vi è alcun contrasto con il progetto del nuovo ospedale di Terni, la cui realizzazione riteniamo altrettanto fondamentale e prioritaria per la salute dei cittadini dell’intera provincia. I due presidi non vanno pensati come alternative, ma come strutture complementari e integrate all’interno di una rete ospedaliera provinciale più moderna, efficiente e capace di rispondere in maniera differenziata e qualificata ai bisogni di salute del territorio.
L’ospedale di Narni-Amelia avrà la funzione di alleggerire il carico del polo ternano, garantendo servizi di prossimità, riabilitazione e medicina territoriale, mentre l’ospedale di Terni potrà concentrarsi maggiormente sulle alte specialità e sui servizi di emergenza di più elevata complessità.
Dopo anni di attese e con risorse già stanziate, è indispensabile procedere con rapidità, senza alimentare contrapposizioni che non giovano né al territorio né ai cittadini. L’obiettivo comune è quello di rafforzare l’intero sistema sanitario provinciale, offrendo strutture moderne e funzionali, in una logica di integrazione e di rete. Chiediamo quindi a tutte le Istituzioni coinvolte di proseguire con determinazione questo percorso, perché la salute non può attendere né essere oggetto di divisioni: solo lavorando insieme si potranno dare risposte concrete ai cittadini di tutto il comprensorio e dell’intera provincia di Terni»


