M.BRUN.
TERNI – Che non farebbe Umbria7 per promuovere la libera circolazione delle idee e il confronto per quanto radicale e cruento sia, purché appassionato.
E allora ecco l’idea: promuoviamo da subito, come ultimo giorno della Festa dell’Unità di Terni, un dibattito open air tra l’ex tutto del Pci-Pds Ds-Pd, Massimo D’Alema, e l’inconteniibile sindaco di Terni, Stefano Bandecchi.
Le opinioni di Bandecchi le riportiamo prendendo le distanze dalle sue affermazioni più forti, nazionali e internazionali, per spirito di servizio confronti dei lettori.
Sintetizziamo la sua posizione: ce l’ha a morte con la Cina e con tutta la politica occidentale che ha permesso alla Cina di dire e fare quello che ha detto e fatto.
Eventuali affermazioni che possono essere considerate offensive ci mortificano e ne chiediamo scusa. Ma altrimenti non si capisce il senso.
Di fronte alla radicalità, al solito, cabarettistica (e così la consideriamo) di Bandecchi, Massimo D’Alema potrà spiegare come mai è stato l’unico ex premier di un Paese del Patto atlantico presente alla minacciosa parata militare, pur nella speranza che tra una bomba atomica e l’altra, tra un supersonico per lanciarla e le rampe degli ipermissili, arrivasse un messaggio distensivo.
Anche qualora gli fosse comparso in sogno Leonida Breznev in persona e tutto il Politburo per dirgli di andare da Xi, doveva avere il sospetto, essendo uomo colto, che la storia della Pace può essere una gran so’la.
Non gli sfuggirà che il Premio per la Pace, ai tempi d’oro, lo assegnavano quelli di Iosiph Stalin, sulla cui vocazione non violenta oggi si dubita fortemente, su solide basi storiche.
Cari ternani, immaginate che meraviglia di confronto-scontro.
Se volete organizza Umbria7.
Solo un’avvertenza: gli spettatori devono venire in pace (e comunque rigorosamente disarmati).


