Il dilemma della Proietti: ascolterà i cittadini ritirando la stangata delle tasse o tirerà dritto come vuole la sinistra della sua coalizione?

Giovedì mattina il voto in Assemblea legislativa sulla mozione delle opposizioni che chiedono il ritiro della manovra fiscale. Le crepe nella maggioranza e i possibili scenari

R.U.

PERUGIA – Sintesi estrema, e solo elencando i fatti, per i meno attenti.
La neo presidente Proietti, a inizio legislatura, parte in quarta su un possibile buco di bilancio della Sanità Umbra da 234 milioni.
Sulla base di quello, vara una stangata fiscale senza precedenti sugli umbri portando le tasse regionali in un sol colpo dai minimi ai massimi e con effetto retroattivo, ricavandone 184 milioni per (dichiara) salvare la sanità pubblica umbra.
Gli umbri dovranno iniziare a pagare da gennaio 2026 e a tempo indeterminato ma dovranno anche recuperare le tasse aggiuntive sul 2025.
Divampano le polemiche, l’opposizione occupa il consiglio regionale, si scopre che i numeri non sono quelli e che vi è solo un piccolo disavanzo nel bilancio della sanità regionale da 34 milioni, compensato però dal pay back.
Ma la presidente Proietti tira diritta ed alloca con relativa delibera (bilancio previsionale) le risorse rivenienti dall’aumento delle tasse: non viene appostato nulla sulla sanità.
La Corte dei Conti in estate bacchetta la Proietti: la manovra è stata decisa su calcoli “incongruenti”.
Una bocciatura clamorosa.
Intanto, nuovi fondi pubblici vengono stanziati per la sanità privata, perché le liste d’ attesa diventano fuori controllo, mentre risultano al palo i nuovi ospedali pubblici di Terni e Narni Amelia.
Siamo agli ultimi giorni.
Il bilancio consolidato regionale viene approvato in notevole e stabile attivo. L’opposizione con atto ufficiale chiede allora il ritiro della manovra. Che sarà votato dal Consiglio domani.
La Proietti in un proprio video si difende parlando di un bilancio regionale (non più sanitario) in disavanzo di ben 70 milioni.
Divampa di nuovo la polemica per un dato mai riferito prima e che non trova alcun riscontro contabile, assente anche nel giudizio di parifica della Corte dei Conti sul bilancio stesso.
Domani con il voto sul ritiro della stangata fiscale sugli umbri si scriverà l’ultima pagina del tema che, con la mala gestione delle liste d’attesa, è costato più consenso popolare alla presidente Proietti.
Il suo dilemma sarà: ritirare la manovra tentando di far ripartire da basi diverse una legislatura, oggettivamente già in crisi, o tirare dritta ignorando l’umore popolare con un voto di maggioranza?
Dentro la stessa coalizione di sinistra non mancano le crepe, con l’ala moderata che forse potrebbe anche arrivare a non votare, mentre i tre segretari della sinistra della coalizione (Bori-Barcaioli-De Luca), che spenderanno la quasi totalità del maxi aumento di tasse vogliono andare avanti.
Il tema è che l’area moderata dovrebbe essere quella di appartenenza della presidente, mentre la sinistra dura e pura è quella che finora la tiene sotto scacco, logorandola.
Come finirà? Umbria7 prevede che Proietti non farà passi indietro anche per orgoglio, chiedendo compattezza alla sua maggioranza e condannando la sua legislatura a essere una via crucis (prossime tappe gennaio, quando gli umbri inizieranno a pagare, poi le liste d’attesa, l’alta velocità ad Arezzo, l’incremento del costo sui rifiuti a problema irrisolto, il nuovo ospedale di Terni su un binario morto ed un tragico inverno di code sul nodo di Perugia).
Ma un attacco di buon senso potrebbe sempre cogliere Proietti. Vediamo.

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