TERNI – Dopo settimane di silenzi, dichiarazioni contraddittorie e retromarce, il Movimento 5 Stelle di Terni torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale sul caso Piazza Ridolfi. Nel mirino c’è l’ammissione del sindaco Stefano Bandecchi, che ha riconosciuto come «sia stato fatto un errore» per dei lavori avviati senza un chiaro progetto, ma ha attribuito la responsabilità ai dirigenti.
Il M5S parla di una vicenda «gravissima», che avrebbe stravolto «una delle piazze storiche più importanti della città per ricavare tre parcheggi davanti a una pizzeria». Secondo i pentastellati, dopo lo stop imposto dalla Soprintendenza, l’amministrazione avrebbe fornito versioni sempre diverse: «prima una prova tecnica, poi manutenzione, infine un errore», fino alla tardiva ammissione del sindaco. Ma i video diffusi in rete, sottolineano i consiglieri, mostrerebbero che non si è trattato di un generico “qualcheduno”, bensì di scelte spiegate pubblicamente dal vicesindaco e dall’assessore competente.
Per il gruppo territoriale, Piazza Ridolfi, capolavoro dell’architettura razionalista italiana, è stata «trasformata in un buco con la piazza intorno», un danno urbanistico e simbolico «per uno scopo banale e senza rispetto per la storia del luogo». A rendere ancora più pesante la vicenda, denuncia il M5S, sarebbe la mancata risposta alla richiesta di accesso agli atti presentata lo scorso 8 agosto. Secondo i consiglieri, i lavori sarebbero stati eseguiti «senza progetto, senza atto politico autorizzativo e senza il nulla osta della Soprintendenza», configurando così «un abuso di potere in piena regola». Intanto i cittadini, osserva il Movimento, si troverebbero a pagare «con le proprie tasse la rimozione del porfido, lo spostamento della fermata dell’autobus, i cordoli mai autorizzati e il ripristino della piazza». Per fare chiarezza, il M5S ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, chiedendo di accertare se l’intervento abbia prodotto un danno economico e chi debba risponderne politicamente e amministrativamente. Se fosse confermata l’assenza di atti e il danno erariale, i pentastellati chiedono le dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici.
«Terni merita rispetto, non improvvisazione – conclude il comunicato –. Piazza Ridolfi deve tornare a essere un simbolo della città, non il monumento all’arroganza di chi governa senza ascoltare i cittadini» conclude la nota del Movimento 5 stelle ternano.


