Il nichilismo gaio della giunta di Perugia

«La proposta di chiusura al traffico di corso Cavour, la crescente criminalità, le zone 30 e le perplessità dei cittadini». L’analisi di Vincenzo Silvestrelli

di Vincenzo Silvestrelli

PERUGIA – La definizione del nichilismo moderno come «nichilismo gaio» del filosofo Augusto Del Noce è ancora attuale anche a Perugia. Essa intende, nella visione di Del Noce, la ricerca di godimenti superficiali nell’intento di eliminare il dramma permanente del cuore umano evidenziato dalla famosa frase di S. Agostino «Et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te – e inquieto è il nostro cuore fino a quando non riposa in te».

Non vogliamo essere giudici della coscienza individuale degli amministratori perugini. Possiamo però vedere la grande, forse eccessiva, attenzione data nella comunicazione e nella prassi del Comune agli eventi ludici e alla loro esaltazione, mentre si dimenticano i gravi problemi della città come la disoccupazione giovanile, il disagio sociale, i fatti di criminalità, i tamburi di guerra in Europa. Ricordiamo anche la promessa di portare tutti al mare in caso della vittoria della giunta autodefinitasi «la giunta più bella di sempre».

Ci è venuta in mente questa definizione anche quando vediamo che le proposte più esaltate riguardano aspetti marginali come la riduzione della velocità in alcune zone della città e la chiusura al traffico di corso Cavour, zona che da anni vede il venir meno continuo di esercizi commerciali e di attività artigiane. Di fatto la zona è sempre più priva di servizi. Ho fatto un rapido giro di interviste informali ad alcuni residenti e commercianti, rilevando una grande perplessità.

Al di là delle petizioni di principio «ideologiche» che caratterizzano la giunta non sembra che alla proposta di chiusura si accompagnino proposte meditate su come affrontare il problema del parcheggio e la promozione del commercio. Abbiamo visto invece la creazione dei «difensori civici» che intervengono sulla movida. Ci piacerebbe sapere quante risorse e attenzioni siano state riservate al problema della disoccupazione giovanile e della crescente criminalità. Certamente la realtà è difficile da modificare in questi aspetti ed è più facile proporre favole anziché lavorare seriamente per risolvere i veri problemi delle persone. Ci auguriamo che tutte le questioni, compresa quella della chiusura del traffico in via Cavour, siano affrontate partendo da una visione «olistica» per usare un termine di moda.

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