TERNI – Sembra quasi che l’Ex Foresteria della Terni abbia riaperto la sua attività ricettiva. Che sia tornata alloggio temporaneo, ma non di dirigenti e collaboratori aziendali, piuttosto di persone disagiate, che bivaccano, si ubriacano e pernottano sulle panchine e sui gradini di ingresso della palazzina del Novecento. Quando, alla fine degli anni Novanta, il Comune di di Terni acquista tutto il complesso Ex Foresteria, il progetto dell’amministrazione Ciaurro era di farne la sede del rettorato. Il simbolo della città universitaria. Da quel momento, cento progetti, con l’ultimo che suggeriva di farne una sorta di Caffè concerto, un luogo della cultura, con i giardini intitolati al musicologo Bruno Cagnoli. In trent’anni, invece, quello spazio verde è diventato sempre più luogo di degrado. Parliamo del cuore della città, a venti metri dalla Fontana monumentale dello Zodiaco: un ingresso su corso Tacito e l’altro su via Primo Maggio la zona dei licei.
Ogni giorno scene di atti indecorosi, di persone che scambiano i giardini per il bagno di casa, spogliandosi e urinando senza preoccuparsi di chi passa. Non molti, in verità. L’Ex Foresteria è tenuta a debita distanza soprattutto dai nonni che portano a spasso i nipotini. Ma le famiglie di residenti che hanno le finestre con vista Foresteria non ne possono più.





