«Nel bilancio consolidato molti elementi allarmanti»

Roberto Pastura (FdI): «Pensiamo ai problemi seri di Terni non agli scontri ideologici»

TERNI – Clima teso anche sull’approvazione, con i solo voti della maggioranza, del bilancio consolidato 2024. Per Roberto Pastura, capogruppo di Fratelli d’Italia, si tratta di un documento che fotografa una situazione tutt’altro che rassicurante.

«In questi giorni il dibattito cittadino – argomenta Pastura – è stato catturato da uno scontro sul quale personalmente e come partito ci siamo già severamente espressi: da una parte il Sindaco Bandecchi con le sue provocazioni verbali, dall’altra una sinistra massimalista che si presenta in Aula con kefie e slogan ideologici. Due estremismi che si alimentano a vicenda, ma che nulla hanno a che vedere con i problemi veri che stanno uccidendo questa città. È assolutamente corretto e giusto condannare parole, espressioni e atteggiamenti che definisco rivoltanti, al contempo non posso accettare che Terni si riduca ad un palcoscenico per queste contrapposizioni vuote: la nostra comunità non muore di kefie o di boutade, muore di desertificazione economica, sociale e demografica.
Eppure, di questo non si parla perché non fa comodo ad alcuni. Non si parla del bilancio consolidato che è il documento più importante perché fotografa la situazione del Comune insieme alle sue società partecipate. Quella fotografia è tutt’altro che rassicurante. Le entrate calano, soprattutto quelle derivanti dai tributi e dai servizi, segno che l’economia cittadina fatica e che il tessuto produttivo perde forza. I costi invece aumentano, e non per il personale, ma per le esternalizzazioni: quasi cento milioni spesi in prestazioni di servizi, che significano più spese e meno controllo diretto da parte dell’ente. La gestione finanziaria è negativa, perché il gruppo paga più interessi di quanti ne incassi e allo stesso tempo esplodono gli accantonamenti ai fondi rischi, passati da trenta a oltre sessanta milioni: un dato che indica contenziosi, criticità e passività latenti che pesano come macigni sul futuro del Comune.
Questi numeri dovrebbero preoccupare tutti. Io non posso accettare che vengano liquidati con superficialità o nascosti dietro la cortina fumogena di polemiche ideologiche che non cambiano nulla della tragedia in Medio Oriente e, soprattutto, non risolvono i drammi quotidiani di Terni. Il bilancio consolidato ci dice che la città è fragile, che rischia di desertificarsi e che non sta crescendo ma anzi arretra.
Ai ternani seri e concreti interessa che il Comune e la politica si occupino dei problemi su cui possiamo davvero incidere: bilanci, servizi, sviluppo, lavoro. Non hanno tempo né voglia per le manifestazioni ideologiche, perché lavorano, perché ragionano con la loro testa e perché, pur essendo drammaticamente colpiti dalla tragedia israelo-palestinese, sanno che il contributo più vero e più utile che possono dare è non alimentare una cultura dell’odio quotidiana. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere ed è su questo terreno che si misura la serietà della politica».

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