Nuovo Santa Maria, ecco perchè il progetto Corradi funziona

Il Comitato per la difesa dell’Ospedale di Terni: «La nostra non è una soluzione al ribasso»

TERNI – Il progetto del nuovo Santa Maria che porta la firma dello studio Corradi non è una soluzione al ribasso.  Anzi.  E’ forse quella  più innovativa. Prevede la realizzazione di un nuovo volume di 6 piani per le degenze al posto della palazzina che ospita gli uffici tecnici,  di un parcheggio multipiano e, sì, della ristrutturazione dell’esistente, come per l’ospedale di Ancona.  E il Comitato per la difesa dell’Ospedale di Terni, ci tiene a chiarire che  ristrutturare l’esistente non significa mettere alcuna toppa, piuttosto risolvere una situazione di sofferenza «per le troppe toppe che gli sono state cucite addosso nel corso degli anni». La proposta del Comitato è quella di risanare le difficoltà: «Se ripercorriamo la storia degli ultimi trenta o quaranta anni dell’Ospedale di Terni – spiegano Federico Di Bartolo e Gianni Giovannini – troppi nuovi servizi sono stati ammassati  senza una vera programmazione, all’interno della scatola edilizia, che è rimasta sempre la stessa e rischia ormai da tempo il “troppo pieno”. Prova di ciò ne sono gli spazi sempre più angusti per il personale dipendente, ospedaliero ed universitario, per gli studenti, che non hanno a disposizione locali dignitosi per spogliarsi, poter studiare o leggere in tranquillità un lavoro scientifico.

La proposta del Comitato è quella di dare respiro all’ospedale, attraverso un ampliamento di circa 17.000 mq che rappresentano un 20% in più della superficie attualmente disponibile.  Non è prevista l’aggiunta di neanche un posto letto, proprio per dedicare tutto l’aumento di spazio a chi vive e lavora all’interno dell’ospedale. Il tipo di intervento proposto dal Comitato è della stessa natura di quanto fatto all’Azienda Ospedaliera di Perugia in occasione della chiusura di Monteluce. La messa a regime di questa soluzione consentirà all’ospedale di Terni di acquisire quella modularità e flessibilità organizzativa che si richiedono attualmente agli ospedali di ultima generazione, senza dover ricorrere ad investimenti particolarmente onerosi.

Il Comitato ha messo a disposizione sia della Presidente che della Terza Commissione Consiliare regionale la propria proposta in maniera del tutto volontaristica e gratuita, spetterà poi alle istituzioni prendere ogni decisione in merito».

 

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