Perugia capitale italiana del libro, presentato al Mic il progetto

Svelato “Gocce, l’acqua si fa voce”

PERUGIA – Step finali per l’iter che porterà alla scelta della Capitale italiana del libro 2026. E’ stato il vicesindaco e assessore alla politiche culturali, Marco Pierini, a presentare questa mattina a Roma, nella sala “Giovanni Spadolini” del Ministero della cultura, il progetto “Gocce, l’acqua si fa voce” con cui Perugia concorre al titolo. Con lui anche Cristina Moretti, che ha curato la stesura del dossier di candidatura.
«Torniamo dall’audizione molto soddisfatti – dichiara Pierini – Abbiamo esposto la complessità del nostro progetto a una commissione attenta e partecipe, le cui domande hanno permesso di chiarire meglio i nostri intenti e le nostre strategie. Tutto incentrato sulla simbologia dell’acqua e sui luoghi identitari della città all’acqua legati (dalla Fontana Maggiore all’acquedotto, dal Pozzo etrusco alle rive del Tevere), il progetto ha come obiettivo principale il salvataggio dei libri destinati al macero perché siamo consapevoli che un libro può salvare una vita. Sappiamo che non sarà facile, ma le imprese ardue non hanno mai spaventato i cittadini di Perugia, la ‘straordinaria città’, scrisse Uguccione Ranieri di Sorbello, ‘dove l’acqua va in salita».
“Gocce, l’acqua si fa voce” punta ad animare Perugia, da sempre la città dei festival, da quelli più longevi, come Umbria Jazz e la Sagra musicale umbra a quelli più “giovani” come L’Umbria che spacca, anche con nuove manifestazioni, come la seconda edizione di “Questa è acqua”, il festival ideato da Paolo Nori, che quest’anno debutterà al Pavone il 4 ottobre. Certa anche la seconda edizione di Dritti alla fonte.

Clamoroso, il bilancio lasciato da Tesei è in largo attivo: come fa Proietti a chiedere 184 milioni di tasse in più agli umbri? Vogliono andare ogni anno in Giappone?

Ternana calcio, lo spettacolo è tutto del Viperetta