Ricordare Ilaria Sula e denigrare una donna “vecchia” (a 57 anni)  

La Festa di Alternativa popolare diventa un concentrato di contraddizioni

R.U.

PERUGIA – Spiace davvero che la Festa che vuole ricordare Ilaria Sula, la 22enne vittima di una gravissima violenza, si sia trasformata in una occasione per denigrare. Per colpire un’altra donna, questa volta “solo” esercitando una violenza verbale.

Nell’ambito del legittimo esercizio di cronaca sulla Festa di Alternativa popolare, in merito all’articolo in cui Umbria7 ha evidenziato  i difetti autorizzatori, oltretutto sollevati dalla Direzione Governo del Territorio del Comune di Terni, il vicesindaco Riccardo Corridore si è sentito in diritto di dire pubblicamente che la giornalista che si è occupata della vicenda è una «vecchia acida».  In pratica frustrata a tal punto da doversi «sfogare» contro il popolo di Ap. Un attacco, quello del vice sindaco Corridore, privo di ogni attinenza con la realtà, ma soprattutto violento proprio nei confronti di una donna.  Uno vero e proprio scivolone istituzionale, non foss’altro  perché Riccardo Corridore è stato delegato dal sindaco Stefano Bandecchi a gestire la comunicazione di Palazzo Spada. Un modo di fare che non è inedito per Corridore ma che non per questo è passato inosservato. Ha suscitato indignazione non solo nel gruppo editoriale di Umbria7, ma nel mondo della politica e delle professioni. Con l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria che è intervenuto con parole determinate:

«L’ Odg Umbria deve ancora registrare un’offesa brutale rivolta via social da un rappresentante delle istituzioni, in questo caso, a una giornalista. Si tratta del vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, che definisce una collega “acida e vecchia”, ovviamente in risposta a un articolo non gradito. Siamo stanchi di subire attacchi sguaiati che minano alla radice la libertà di stampa e il diritto di cronaca, ignorando il confronto civile e le norme dell’ordinamento sul diritto di replica. L’ Odg Umbria continuerà a fare tutto quello che è nelle sue possibilità per arginare l’inconcepibile e pericolosa deriva ancora in atto». Parole che evidenziano come nessuno, ma proprio nessuno, è sottratto al dovere del rispetto.

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