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Sanità pubblica? No, grazie. Sterzata della giunta di centrosinistra che ora fa ricchi i privati

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Per tentare di porre un argine alle liste d’attesa, che appaiono fuori controllo, Proietti ha speso quasi 3 milioni extra (se arriveranno 800mila euro anche alla Asl2, dopo la Asl1), in meno di 10 mesi. I soldi evidentemente c’erano e ci sono grazie ai buoni bilanci lasciati dalla Giunta Tesei

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non si può dubitare delle buone intenzioni del centrosinistra che governa con l’attuale giunta regionale: le promesse elettorali sulla sanità “solo pubblica”, secondo lo slogan di una delle liste che hanno portato al successo la presidente Proietti, sono archiviate.
Come era ovvio, per gestire l’emergenza delle liste d’attesa, è indispensabile la sanità privata. E non solo per le liste d’attesa.
La sanità solo pubblica, con tanto di accuse al centrodestra di voler privatizzare la sanità, era solo propaganda che serviva per la campagna elettorale. “Sante” bugie, come spesso abbiamo detto in
questo sito, utilizzate per vincere le elezioni e poi serenamente accantonate.
L’ultima conferma è di queste ore: di fronte al dilagare delle liste d’attesa – c’è chi pensa che si sia superato anche l’argine dei 100mila ritardi – la giunta regionale fa sapere di aver appena comprato 15 mila prestazioni dai privati per la sola Asl1.
Allora, facendo due conti: 1 milione e 100 mila euro sono stati dati ai privati in gennaio, con una contestatissima delibera, per affidamento diretto.
Ora ci sono altri 800 mila euro (per le 15 mila prestazioni) che contribuiranno giustamente a fare ricchi i privati di questa regione, che sono – più volte sottolineato da Umbria7 – l’unico modo per evitare il tracollo della sanità pubblica. Tanto più in assenza di una qualunque politica sanitaria pubblica, come evidenziato a più riprese in questi primi 10 mesi di governo dalla giunta Proietti.
Tutti gli osservatori concordano che se alla Asl1 sono stati dati 800mila euro, altrettanti ne verranno dati alla Asl2.
Il conto finale sarebbe vicino ai 3 milioni di euro in 10 mesi. Mica male per i privati della sanità.
Per curiosità sarebbe sempre divertente sapere se i promotori e i candidati della lista della “sanità solo pubblica” sono soddisfatti di questa netta sterzata del “loro” centrosinistra verso i privati.
Ma tutto fa pensare che non siano dispiaciuti: la lista serviva per vincere le elezioni, non per migliorare la sanità pubblica. Così è stato.
E chi ci ha creduto? “Testa di velluto”, dicono i bambini ben educati a scuola.
La toppa però non sembra in grado di essere al livello del buco. Le fonti che interpella di solito Umbria7 sulle liste d’attesa sono preoccupatissime.
Dalle 44 mila lasciate dalla presidente Tesei e che erano uno scandalo per la festosa macchina da guerra della Proietti in campagna elettorale, siamo passati prima al doppio e adesso anche di più. Il
muro delle centomila è prossimo a cadere, se non è già caduto (ma sull’argomento i potenti di questa regione si guardano bene dal far filtrare indiscrezioni).
Per fortuna erano altrettante bugie gli inesistenti buchi della sanità e i nuovi giochetti verbali, e il flipper sui numeri, dei bilanci della Regione, consolidati e non.
I soldi c’erano e ci sono e vengono destinati ai privati.
Il futuro della sanità però è cupo. Il centrosinistra che si butta sui privati significa solo una cosa: non ha più idea di cosa fare.

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