DI DIEGO DIOMEDI
TERNI – Una mobilitazione importante per difendere il Posto di Teleconduzione di Terni, che Enel Green Power intende chiudere entro la fine del mese. Questa mattina, di fronte alla sede di Villa Valle, si è svolto un presidio organizzato da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Umbria, al quale hanno partecipato lavoratori, sindacati, istituzioni e rappresentanti politici.
Le organizzazioni sindacali hanno denunciato un ulteriore atto di depauperamento industriale e occupazionale, dopo anni di ridimensionamenti che hanno colpito l’Umbria: dalla chiusura degli impianti di Bastardo e Gualdo Cattaneo al progressivo smantellamento delle officine di manutenzione specialistica e dei laboratori. «Non possiamo permetterci di perdere l’ultimo centro direzionale Enel presente in regione – hanno sottolineato i segretari Stefano Ribelli, Ciro Di Noia e Doriana Gramaccioni –. La chiusura metterebbe a rischio non solo i posti di lavoro, ma anche la sicurezza idraulica del territorio, soprattutto nella gestione delle emergenze legate a piene e maltempo».

Accanto ai sindacati, la Regione Umbria ha espresso una posizione netta. L’assessore all’Ambiente e all’Energia, Thomas De Luca, ha parlato di «atto di aggressione irricevibile» e ha annunciato l’apertura di una cabina di regia con parlamentari umbri e governo. «Non siamo ospiti a casa nostra – ha detto –. Difenderemo la sicurezza e il futuro del territorio con tutti i mezzi, fino a ricostituire direttamente il Punto di Teleconduzione se necessario».
A sostegno della protesta si sono schierati anche numerosi esponenti politici. La consigliera regionale, già sindaca di Amelia e già presidente della provincia di Terni, Laura Pernazza, ha sottolineato che «difendere i posti di lavoro e mantenere aperto un presidio strategico significa garantire sicurezza, sviluppo e prospettive per l’intera comunità ternana e umbra. Occorre che le istituzioni e l’azienda ascoltino con attenzione le richieste portate avanti dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori: la transizione energetica non può e non deve passare attraverso tagli e impoverimento dei territori».

Sulla stessa linea l’Onorevole umbra Emma Pavanelli, che ha definito la chiusura del Posto di Teleconduzione «una scelta miope e dannosa per il territorio». «Privare l’Umbria di una funzione fondamentale per la gestione e la sicurezza del sistema idroelettrico – ha aggiunto – significa indebolire la capacità di risposta alle emergenze ambientali e idrogeologiche e impoverire ulteriormente una regione che da anni subisce un processo di desertificazione industriale».
Presenti anche l’assessore del comune di Terni Sergio Cardinali, la consigliera regionale Eleonora Pace, il consigliere regionale Francesco Filipponi ed altri esponenti politici del territorio. Tutte le parti a difesa dei lavoratori chiedono ad Enel di rivedere le proprie decisioni e di aprire un confronto con il territorio.


