TERNI – L’autorizzazione della Soprintendenza c’è e i lavori di ripristino della pavimentazione di piazza Ridolfi sono ai blocchi di partenza. Il «danno enorme» fatto «senza capire cose si stesse facendo» (parole del sindaco Stefano Bandecchi), passa in cavalleria. Non è vero niente. Gli uffici comunali mantengono la tesi dei lavori di manutenzione ordinaria «resi necessari per rimuovere evidenti condizioni di pericolo per la pubblica incolumità». «Infatti – si legge nella relazione tecnica – si erano rilevati: la presenza di dissesti localizzati, perdita di complanarità, disgregazione del sottofondo, mobilità degli elementi lapidei e pericoli concreti di inciampo, in particolare in corrispondenza della fermata dei bus urbani, zona soggetta a carichi dinamici e sollecitazioni meccaniche accentuate. Si confermava altresì che i lavori erano stati sospesi immediatamente». Sarebbero stati gli interventi a carattere temporaneo e conservativo a sfregiare il disegno di Ridolfi. Una tesi che salva la politica. Il vice sindaco Corridore e l’assessore Iapadre, protagonisti de video che mostrava la realizzazione della prima isola pedonale, incolpevoli di tutto. Benché l’art. 27 del Codice dei beni bulturali consenta interventi urgenti solo per evitare danni immediati al bene culturale (in questi caso l’urgenza è stata invocata ex post), le eventuali responsabilità contabili restano a capo del dirigente del Governo del territorio. Nannurelli salva la politica: Corridore e Iapadre. Sulla discrepanza narrativa tra le dichiarazioni del sindaco Bandecchi, i documenti ufficiali, la ormai ex isola, si sorvola. «Tutti interventi di bonifica nel rispetto della morfologia e composizione originarie della piazza».


