DIEGO DIOMEDI
UMBRIA – In Umbria il Consiglio regionale ha approvato una mozione che introduce un progetto pilota per la distribuzione gratuita di assorbenti nelle scuole. Un passo concreto verso la parità e la normalizzazione di un bisogno fisiologico che per troppo tempo è stato considerato un tabù. L’obiettivo è semplice: garantire a tutte le studentesse l’accesso a un prodotto essenziale, al pari di sapone e carta igienica.
Perché, in fondo, la domanda sorge spontanea: se nei bagni pubblici o nei ristoranti troviamo il sapone, la carta igienica e spesso anche profumatori o salviette, perché non dovremmo trovare anche gli assorbenti?
Così come un ristorante stellato non può permettersi di mancare di comfort e attenzione al dettaglio, anche la presenza di assorbenti gratuiti dovrebbe essere vista come un segno di civiltà, non come un lusso. È un gesto che comunica attenzione, rispetto e cura: “Abbiamo pensato anche a questo”. In qualche caso mi è capitato di trovarli (una volta anche all’interno di una pizzeria) ma si tratta sicuramente di una percentuale molto bassa. Detto questo, chi si occupa di psicologia della ristorazione, sa quanto sia importante l’esperienza al bagno del cliente. Se si va al bagno e si trova tutto pulito e profumato, tutto funzionante (non è scontato) e con qualcosa in più (come gli assorbenti), si torna al tavolo e si fanno subito i complimenti, Nel caso contrario, si dirà subito che il bagno “è un disastro”. Inoltre, molto esperti come l’ottimo Paolo Guidi, sostengono che si attribuisce lo stesso grado di pulizia degli ambienti che si vedono agli ambienti che non si vedono, (dunque se bagno pulito, anche cucina sarà pulita. Se bagno sporco, ecco…).
Tornando sul tema comunque, garantire questi prodotti nei luoghi pubblici – a partire dalle scuole – non è una questione di femminilità, ma di dignità. Migliora l’esperienza quotidiana, elimina disagi imprevisti e trasmette un messaggio potente: la società riconosce i bisogni reali delle persone e li include nei propri standard di benessere.
L’Umbria, con questa mozione, compie un passo avanti importante. Ora la sfida è fare in modo che ciò che oggi è un progetto pilota diventi presto la normalità: nelle scuole, negli uffici, nei centri sportivi e sì, anche nei ristoranti. Perché la vera modernità si misura anche da questi dettagli.


