PERUGIA – Nel contesto delle celebrazioni per l’Ottavo centenario della composizione del Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, l’Università degli Studi di Perugia ospiterà Paolo Canettieri, professore di Filologia romanza alla Sapienza Università di Roma, mercoledì 5 novembre alle ore 17, presso la Sala delle Adunanze di Palazzo Manzoni (piazza Morlacchi 11).
L’incontro rientra nel ciclo di appuntamenti della rassegna di “Francesco tra le righe”, dedicato alla riflessione sul Cantico e sulla sua straordinaria eredità spirituale, linguistica e culturale.
Paolo Canettieri, tra i più autorevoli studiosi europei di letteratura romanza medievale e di filologia digitale, ha dedicato numerosi studi alla poesia delle origini. Nell’intervista apparsa su Insula Europea – rilasciata al prof. Carlo Pulsoni dell’Università di Perugia – ha ricordato come la sua prima “vera conoscenza” del Cantico delle creature risalga agli anni universitari: «Non fu una semplice lettura, ma una vera e propria autopsia del testo: analizzarne la lingua, decifrarne la metrica, studiarne la tradizione manoscritta. Capii che dietro quella che appare come una preghiera di disarmante semplicità si nascondeva una costruzione sapientissima, un monumento di ingegneria testuale e teologica».
Secondo Canettieri, il Cantico non è soltanto un testo di devozione, ma una “poesia viva”, capace di incidere nella realtà: «I versi del perdono dimostrano che il Cantico non è un’opera statica, ma uno strumento di intervento sulla realtà. La poesia diventa azione politica e sociale, un testo che vive e si modifica per portare pace».
A ottocento anni dalla sua composizione, il Cantico delle creature continua a parlare all’uomo contemporaneo, offrendo – come sottolinea Canettieri – un messaggio di profonda attualità: «È un manifesto ecologico, in un’epoca di crisi climatica e di sfruttamento delle risorse. L’idea francescana di una fratellanza cosmica – dove l’acqua è “sora”, il fuoco è “frate” e la terra è “matre” – è un richiamo potente al rispetto del creato».
«Il Cantico è attuale perché dimostra la capacità della parola di dare ordine al mondo, di creare un cosmo fraterno dove ogni elemento, dal sole alla morte, trova il suo posto in una lode corale», afferma Canettieri. Un testo che, a suo giudizio, «continua a parlarci perché ci mostra una forma perfetta di espressione artistica e spirituale» e perché restituisce alla poesia la sua funzione più alta: «quella consolatoria, fraterna e aggregante, di cui la nostra società ha un disperato bisogno». L’appuntamento sarà l’occasione per riscoprire la straordinaria attualità del messaggio francescano e per comprendere, attraverso la voce e la competenza di Paolo Canettieri, come il Cantico delle creature continui a unire teologia, poesia e visione del mondo in un unico, luminoso atto di lode alla vita.


