AU. PROV.
TERNI – Sconti neri e da paura senza appeal. Halloween non percepito, black friday da rilanciare. I commercianti: «Non c’è movimento. La gente non spende. Neanche le promozioni iniziate ad ottobre nei negozi che hanno annunciato la chiusura sembrano attrarre».
«La gente entra, guarda, chiede quali articoli andranno in sconto a novembre e quali a dicembre, come se noi commessi fossimo autorizzati a dirlo, e se ne va». Corso Tacito deserta dal lunedì al venerdì, con il sabato che non riesce a trainare le vendite.
Secondo le associazioni di categoria umbre, gli incassi medi dei piccoli esercizi sono in calo del 15 per cento rispetto al 2023. Il black friday — un tempo atteso come ossigeno — non porta il rimbalzo sperato. I commercianti, vista la concorrenza con i colossi web, lamentano il gran lavoro per far provare ai clienti calzature e abiti che poi non acquistano in negozio: una pratica che li stressa. «I clienti più pigri, addirittura, si presentano in negozio a negoziare il prezzo dei capi di abbigliamento mostrandoci il prezzo online. Solo che non capiscono che noi non abbiamo la stessa forza di acquisto, né le stesse spese logistiche di Amazon. Così, invece di vendere, passiamo la giornata a spiegare perché costiamo di più».
Il black friday diventa così un appuntamento più visivo che concreto: le vetrine diventano più accattivanti, le vie dello shopping si riempiono nel weekend, ma le transazioni reali restano poche e mirate. Gli sconti, insomma, solo per piccoli acquisti, per anticipare i regali da mettere sotti l’albero. L’affare non lo cerca più nessuno, neanche a prezzi stracciati.


