di Marco Brunacci
PERUGIA – Sì, se saranno confermate le indiscrezioni, questa andrà ricordata come la Giunta (regionale) dei Due Mondi. Dopo il Giappone, tocca al Brasile.
Per dire: l’attenzione per Terni è così così, ma quella per i problemi del mondo altissima.
Infatti sarebbe già tutto pronto per la partenza di un nuovo gruppo della instancabile Regione Umbria. Data fissata: metà novembre. Si tratta di una delegazione che pare sarà guidata dalla coppia formata dell’ottimo assessore all’ambiente De Luca e dal direttore dell’Arpa, Morelli (il cui ruolo è stato al centro delle attenzioni critiche da parte di alcuni, ma senza alcun esito).
Sarebbe stato messo in preallarme anche un piccolo, ma compatto, manipolo di funzionari.
Missione: Cop 30, la Conferenza sui cambiamenti climatici. Destinazione: Brasile, Belem (con la m), foresta amazzonica. Osservatori internazionali segnalano difficoltà per trovare alloggi.
Gli alberghi sono pochi e a prezzi esorbitanti. Il direttore di economia e finanza di Palazzo Donini, Rossetti, sarebbe già in ansia.
Quanto costerà questa missione? Beh, di sicuro meno del Giappone. Alla delegazione umbra sono però, in ogni caso, sconsigliate soluzioni alla boy scout, perchè il clima sarà cambiato ma non l’umore dei serpenti della zona. Ci metti un niente a imbatterti in un boa constrictor incupito almeno quanto Bandecchi dopo il ricorso della Regione sulla clinica-stadio. Ma, attenti, anche con i serpenti-corallo non si scherza: sono piccoli, rapidissimi e letali.
Chissà se sopravviverebbero nella macchia tra Narni e Amelia. Tema del decisivo simposio mondiale è questo: i cambiamenti climatici e come combatterli. Gli Usa, vista la nuova aria che tira da quelle parti, al massimo mandano una delegazione guidata in canoa da Pocahontas, la Cina verrà invece in pompa magna: da quel che si dice, lì hanno le città più inquinate del Pianeta, ma sono pronti a finanziare gruppi di studio sul futuro delle trote del Velino.
L’Unione europea va avanti a stop&go sul Green deal. Non sfuggirà che per questo è di particolare rilievo la presenza dell’Umbria: aiuterà a tenere la barra dritta. A costo di andare a sbattere.
Se la delegazione umbra va per davvero, sarebbe carino centrare l’obiettivo di un gemellaggio tra la cascata delle Marmore e quella di Iguazu. E magari anche realizzare il primo trattato di amicizia con i caimani del delta del Rio delle Amazzoni.
Post scriptum: fonti accreditate insistono nel dire che la delegazione umbra partirà per il Brasile. Ai contribuenti umbri non resta che sperare che almeno la Cop 30 del prossimo anno non si faccia in Australia (come proposto) ma ad Ankara. Almeno sui voli si risparmia parecchio.


