di Marco Brunacci
PERUGIA – Grignani 103 voti, Tortorella 100 voti. Pari e patta. Quorum non raggiunto. Per il ruolo di direttore del Dipartimento di Medicina si rivota tra 14 giorni.
Finisce con un clamoroso ballottaggio questa sfida senza un senso compiuto, se non quello degli schieramenti. Quando si dice che Medicina è una facoltà a pezzi, che ha perso un numero di rilievo di
leader scientifici, per pensionamento o per scelta, e in compenso ha guadagnato un numero altrettanto ampio di antagonisti tra di loro e con la realtà.
Da questo voto due facoltà, una contro l’altra, in un dissidio così tanto profondo da non trovare alcuna mediazione. Con un solo risultato già raggiunto: il ruolo di direttore non sarà più strategico essendo
depotenziato da una sciagurata guerra intestina, per larga parte da considerare solo ideologica.
Toccherà adesso al rettore Massimiliano Marianelli di far pendere da una parte o dall’altra il piatto della bilancia, mettendo il suo peso per far capire che si tratta di un passaggio fondamentale per la
crescita dell’Ateneo. E, se gli illustri professori permettono, anche per la sanità regionale, quella di tutti gli umbri, che non ha bisogno dei loro personalismi e scontri, ma di una forte e univoca spinta per
migliorare ricerca, servizio e assistenza.
Evidentemente il professor Talesa, attuale direttore di Dipartimento, ha compiuto per anni il miracolo: ha tenuto insieme un esercito sgangherato, con un così gran numero di presunti generali, ognun per
sè, persi nella steppa della quotidianità.
Tra 14 giorni si rivota. Detto che la spinta del neo rettore può essere determinante, Marianelli dovrà anche ricordare ai contendenti che si occuperà direttamente lui di sanità per le scelte fondamentali, come ha promesso nel programma e come ha capito perfettamente di dover fare. E ora vieppiù, vista questa piccola guerra di campanili, magari pure ideologizzata, intentata per logiche che nulla hanno a che fare con la qualità del servizio da rendere alla collettività.


