Paparelli: «A Terni si può costruire una clinica privata e un nuovo stadio, basta seguire la legge»

L’ex presidente della Regione sottolinea che autorizzazioni e accreditamenti seguono iter distinti: la legge tutela la libertà d’iniziativa privata e consente di realizzare progetti nel rispetto delle regole, senza ostacoli né scorciatoie

di Fabio Paparelli

TERNI – All’inizio di questa vicenda, incontrai l’allora presidente Tagliavento con i tecnici e gli spiegai, in veste di vice presidente, per filo per segno che la legge stadi non era applicabile alla fattispecie e quali fossero invece le procedure legittime per la costruzione di una clinica privata, rimanendo purtroppo inascoltato.

Contrariamente a quanto si dice in giro, infatti, è chiaramente possibile costruire una clinica privata a Terni, in qualsiasi momento a condizione ovviamente che vi sia un imprenditore che, fatte le proprie indagini di mercato, sia disposto a investire di tasca propria per una casa di cura. A dire il vero una casa di cura privata fu già autorizzata nel 2016 dall’allora dirigente Giovannini, mentre nella fattispecie odierna, la conferenza dei servizi tenutasi nel 2022 ( giunta Tesei) ha sancito, esprimendo parere negativo, anche la necessità, a mio avviso non necessaria, di un piano sanitario propedeutico che prevedesse posti letto privati nel territorio della Asl2, (tale è l’ambito della programmazione sanitaria).
Con le stesse procedure a Terni sono sorte tantissime strutture di diagnostica privata e cura che una volta accreditate, surrogano oggi il servizio pubblico attraverso accordi contrattuali con il sistema sanitario regionale e con le asl (che sono gli organi che determinano il fabbisogno sanitario di un territorio). Facciamo quindi un po’ di ordine in mezzo a tanta confusione.

Occorre precisare anzitutto che le province non sono un ambito di programmazione della sanità né pubblica né privata. Occorre precisare altresì che l’iniziativa imprenditoriale è libera e da qui nascono le mie perplessità sulla decisione della conferenza dei servizi fatta in epoca Tesei di subordinare la costruzione di una clinica privata al piano sanitario regionale, che equivale a dire di voler programmare l’attività imprenditoriale dei privati.
Per quanto riguarda lo stadio nuovo ancorché per una squadra oggi purtroppo in serie C, nulla osta alla costruzione di un nuovo stadio a condizione che vi sia un imprenditore che utilizzi concretamente e legittimamente la legge stadi e decida di investire. Dove sta allora l’inghippo o l’errore, al di là delle incompatibilità presunte in capo ai vari protagonisti? Semplice e chiaro sin dall’inizio, basta leggere le procedure di legge elencate: non si può costruire un piano finanziario che condiziona la realizzazione dello stadio non alla costruzione della clinica bensì al convenzionamento (accordo contrattuale) che non può essere garantito a priori per 3 motivi:
1) la struttura va autorizzata, costruita e messa in esercizio;
2) la struttura va accreditata per poter partecipare alle procedure competitive;
3) come sancito dal Consiglio di Stato, accreditamento non dà diritto automatico al convenzionamento,.
Quale sarebbe l’iter corretto allora?

✅ Requisiti specifici per l’Umbria
1. È necessario ottenere sia l’autorizzazione alla realizzazione della struttura sia l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria/socio-sanitaria.
• L’autorizzazione alla realizzazione riguarda il progetto, i locali, la destinazione d’uso, la conformità urbanistica/edilizia.
• L’autorizzazione all’esercizio riguarda anzitutto la conformità ai requisiti sanitari/igienico-sanitari, la dotazione di posti letto, l’organizzazione operativa.
2. La giunta regionale dell’Umbria ha approvato il regolamento (Regolamento regionale 15 dicembre 2023 n. 9) che disciplina le autorizzazioni sanitarie e socio-sanitarie.
3. Le strutture devono adeguarsi ai requisiti aggiuntivi e alla classificazione stabiliti dal Regolamento regionale 12 aprile 2022, n. 2, modificato dal Reg. 25 gennaio 2023 n. 1.
4. Il nome della struttura deve usare la dizione “casa di cura privata” se è una casa di cura privata, come previsto dalla normativa nazionale (in Umbria valida come riferimento) secondo la legge regionale in materia.
5. In Umbria è previsto che l’autorizzazione di realizzazione non implica automaticamente il diritto a convenzionamento o accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale dell’Umbria.
Cosa fare allora se davvero si vuole costruire una clinica privata a Terni, strategica o meno che sia? Cosa fare per avere uno stadio nuovo?
Le risposte sono semplici: occorre un imprenditore che abbia voglia di investire in una clinica privata, fatte le sue valutazioni e le sue ricerche di mercato; nel caso dello stadio nuovo possono essere benissimo utilizzate le risorse che la legge sui canoni idrici da me fatta a suo tempo, accendendo un mutuo trentennale. Ciò consentirebbe anche magari con aiuto della Regione di avere uno stadio pubblico che rimane nelle mani dei ternani e della città di Terni.
Si domandino i Ternani perché non si vogliono piuttosto perseguire queste vie che sarebbero state del tutto legittime e perché si continua ad alimentare tanto odio sociale. Questa la sostanza, al di là della forma e delle modalità comunicative utilizzate.

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