PERUGIA – Ricostruire e non solo costruire. Prevenire, utilizzando al meglio le risorse che le nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, per uno sviluppo sostenibile dei territori. Tanto più quelli particolarmente critici dove le minacce dei terremoti o delle alluvioni sono più forti. Il consiglio dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Perugia ha preso parte al sessantanovesimo Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia che si è tenuto, dal 14 al 16 ottobre, al Teatro delle Muse di Ancona.
«È stata un’occasione importante per confrontarci con i professionisti di tutta Italia, in particolare, su un aspetto che sentiamo molto vicino e con il quale ci confrontiamo quotidianamente – affermano dal consiglio direttivo dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia – L’Umbria è un territorio sismico, dove le ferite dei terremoti sono ben visibili. Ma anche dove l’ingegneria, intervenendo sul campo, ha avuto ed ha modo di crescere ed evolversi per rispondere a necessità immediate e concrete. La scuola umbra degli interventi sul costruito è ormai un modello riconosciuto ed è stata fondamentale nei tanti eventi di sisma che hanno caratterizzato il nostro Paese, da quello che interessò Umbria e Marche nel 1997, a L’Aquila nel 2009, in Emilia nel 2012 e ancora in Umbria ed Italia Centrale nel 2016 e 2023. Ricostruire, secondo una nuova concezione e secondo nuove ‘regole’, per noi è una necessità quotidiana. E in questo le nuove risorse, come l’intelligenza artificiale, sono sicuramente uno strumento in più per rispondere sempre al meglio ai bisogni e alle criticità che l’esperienza ci mette di fronte. Trovare soluzioni sempre più adeguate, migliori come risultati anche nella sostenibilità ambientale è la sfida che dobbiamo raccogliere, e raccogliamo, senza esitazione».


