AURORA PROVANTINI
TERNI – Il progetto stadio clinica precipita. Clamorosamente e, per certi versi, inaspettatamente. Dopo settimane di ottimismo del Comune di Terni, arriva la doccia fredda della Regione e tra Palazzo Spada e Palazzo Donini – tra il sindaco Stefano Bandecchi e la presidente Stefania Proietti – scoppia il parapiglia. Con accuse incrociate e oltremodo pesanti. La Regione parla di atti amministrativi illegittimi. Bandecchi parla di atti di guerra. La situazione precipita nelle ultime ore, quando trapela la notizia che la Regione dell’Umbria ha deciso di impugnare la determina dirigenziale del Comune di Terni che sbloccava l’iter autorizzatorio per la realizzazione dello stadio e della clinica. Una determina con la quale vengono superate le prescrizioni della Conferenza dei servizi. Ebbene, secondo l’avvocatura regionale, l’atto del dirigente comunale sarebbe illegittimo e va impugnato. Al di là delle complesse valutazioni giuridiche, il risultato è deflagrante: l’iter si blocca, o quantomeno su di esso c’è lo spettro di un ricorso al Tar mosso non da un cittadino qualunque, ma dalla Regione. Uno stop, al di là della legittimità o meno, che suona come un ordigno e che fa saltare per aria le uniche certezze che aveva in mano la nuova proprietà della Ternana Calcio. Un altolà che fa diventare surreali i sopralluoghi tecnici degli ultimi giorni per l’insediamento del cantiere al Liberati e per il salvataggio dei murales. Altro che cantiere. Il grande risiko dello stadio clinica sembra tornare al punto di partenza. In serata, il sindaco Bandecchi esonda, parla di atto di guerra della Regione nei confronti della città di Terni. «Una grave offesa istituzionale da parte della Regione Umbria e della presidente Proietti nonché dell’assessore De Rebotti e dell’assessore De Luca e dell’intera giunta regionale. Il Comune sta combattendo per la realizzazione del nuovo ospedale pubblico di Terni – sottolinea Bandecchi – dell’unica clinica della provincia ternana e del nuovo stadio di Terni con tutta la relativa infrastruttura a supporto. Attualmente la proprietà della Ternana è di una azienda del settore sanitario, presente in varie città d’ Italia, compresa la capitale, con cliniche di altissima professionalità che da anni servono come sostituti di strutture pubbliche nella nostra nazione. Dopo 31 giorni dalla cessione della Ternana calcio e della presa in carico della società, la Regione si sveglia e con il supporto di ben due assessori ternani, decide di bloccare la costruzione dello stadio e della clinica, dimenticandosi che l’operazione stadio clinica è stata deliberata da una conferenza dei servizi regionale solo perché la costruzione dello stadio prevedeva l’aggiunta della clinica. Differentemente il Comune di Terni avrebbe potuto fare da solo».
«La scelta operata dalla Regione oltre ad essere sospetta pare anche essere asservita alle strutture sanitarie perugine». Bandecchi invita la magistratura ad aprire un’ indagine precisa sui rapporti che la giunta Proietti può avere con la sanita regionale privata.


