di Marco Brunacci
TERNI – Terni ribolle e a questo punto è indispensabile che si smetta di giocare, per rispondere a una domanda determinante: l’attuale Regione, il governo regionale della nuova maggioranza di centrosinistra, intende proseguire nel riequilibrio “sanitario” tra province e relative città capoluogo che aveva ispirato le scelte della precedente amministrazione regionale di centrodestra sulla clinica-stadio?
Per chiarire ancora meglio – e tenendo presente che in giro c’è un esercito di volenterosi che hanno come missione quella di confondere le acque – si ritiene che la provincia di Terni abbia ragionevolmente diritto a veder riconosciuti un numero di posti letto convenzionati in strutture private, capace, almeno in parte, di riequilibrare la sproporzione rispetto a quelle della provincia di Perugia e del suo capoluogo?
Parliamo di una scelta politica chiara che consenta a tutti di sapere, compresi quegli elettori che in questo momento non credono ai loro occhi. Improvvisati legulei, agit prop, piccole mestatori non avrebbero più motivo di essere, se arriva una risposta esauriente.
Tanto più adesso, che la questione giuridica, per decisione della giunta regionale, ha preso la strada del Tar: toccherà al giudice amministrativo di primo grado, ed eventualmente a quello di secondo grado, di stabilire la correttezza tecnica dei provvedimenti.
Da ora in avanti, qui si tratta di una faccenda di avvocati. Alla Regione e alla politica resta il solo dovere della chiarezza: di fronte a operatori o anche semplici cittadini, che stanno a guardare questo spettacolo non edificante dalla platea della seconda città dell’Umbria, ma con un seguito in tutta l’Umbria, va detto se c’è la volontà della nuova maggioranza in Regione di procedere nel riequilibrio sanitario del territorio, tra Perugia e Terni. Oppure se va bene così, con l’attuale squilibrio. Semplice no?


