PERUGIA – Una serata magica per celebrare un Maestro, la passione, l’impegno, ma soprattutto il suo talento. Nicola Antonacci è l’unico umbro (anche se pugliese di nascita) dell’Accademia del Lievito Madre e del Panettone italiano, uno dei più esclusivi simposi italiani, un riconoscimento
all’eccellenza assoluta. In questa forma arcana di mettersi in contatto con un elemento della Natura, il Lievito madre, che prima di diventare somma arte della pasticceria, è ancestrale nutrimento, segreto del creato, profondità da esplorare senza poterne mai scoprire il mistero. Non tutti lo possono toccare, è esposto ai cicli universali, al cosmico divenire, al più antico dei sogni, vive di una vita sua, non a tutti è dato di approfondirne la conoscenza, certamente a nessuno che non abbia la pazienza di osservarlo, di rispettarne i tempi e il carattere bizzarro, di custodirlo come un lascito prezioso.
Ma poi diventa godimento, gioia.
E così è stato al Castello di Montesperello, un piccolo gioiello di luce e linee architettoniche inimitabili a guardia della valle, al culmine di un improvviso sperone della collina, in faccia a Corciano, con il maestro Antonacci che ha eseguito, in una serata unica, la sua sinfonia di consistenze, gusti, sapori, tempi e modi di lievitazione, attenta ricerca prima di diventare soggetti di una così speciale rappresentazione gourmet, che va in scena ogni mattina nel “teatro” scelto e fatto crescere da Nicola Antonacci, Pasticceria Settevalli, insieme al suo socio, l’avvocato Nicola Lanna.
Ecco per gli ospiti – imprenditori, produttori, esponenti della politica perugina e umbra o anche affezionati clienti di Pasticceria Settevalli, come l’azienda De Walt Back&Decker che è stata premiata
come “Miglior cliente 2025” – di questo Gala di Natale, che ha l’ambizione di diventare un momento cult della produzione umbra di dolci della tradizione e della creatività in vista delle festività, sfilare, in una sorta di scala musicale, i sette sapori dei Panettoni con Lievito Madre di quest’anni, made in Nicola Antonacci: dal più classico con soltanto l’arancio a impreziosire la ricetta originale, a quello con tenere albicocche conservate in casa, al lievissimo cioccolato bianco fino alle tinte più nette dei cioccolati
tradizionali.
Prima dei Panettoni è arrivata in scena una “Carezza”, eterea brioche bagnata, in parte, da alchermes, tributo ai colori della città di Perugia, il bianco e il rosso. Più la nobiltà del cioccolato, un velo, a difesa della bontà, da infrangere con il cucchiaio. Il tutto racchiuso in un piccolo vaso per consegnarlo alla storia pasticcera di Perugia.
E se pensate che questa “Carezza” faccia un po’ eco a quel “Cazzotto” diventato “Bacio” e che, partendo da qui, ha conquistato il mondo, non vi sbagliate. Magari farà una strada simile. Il Maestro Antonacci è pronto per andare in scena.





