È ufficiale: il bilancio della sanità lasciato da Tesei era in attivo. Ora come si fanno a giustificare 184 milioni di tasse in più sulla testa degli umbri?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Sono iniziati ad arrivare i 44 milioni dovuti al payback dispositivi medici e il piccolo passivo (34 milioni) col quale si è provato a spiegare una manovra lacrime e sangue, è diventato un attivo. È mai possibile che non ci sia un sano ripensamento della giunta Proietti?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Adesso come si fa a giustificare ancora 184 milioni di tasse in capo ai soliti noti umbri chiamati a pagare? Adesso che stanno arrivando in Regione tutti i soldi previsti del celebre payback dei dispositivi medici?Un riassunto dei fatti, per capire meglio e giungere all’unica conclusione possibile.
La Giunta regionale guidata da Stefania Proietti debuttò nel 2025, poco dopo il veglione di San Silvestro, spiegando agli umbri che la precedente giunta Tesei le aveva lasciato in eredità un buco nel bilancio della sanità di ben oltre 200 milioni. Era una bugia. Poi i milioni di buco divennero 90. Era un’altra bugia. Alla fine è stata la Corte dei Conti ad affermare che i milioni mancanti erano 34.
Ma quel piccolo debito poteva trasformarsi facilmente in un credito: infatti l’Umbria aveva diritto, per accordi nazionali, ad avere 48 milioni dal payback dispositivi medici. Le bugie di Giunta e maggioranza sulla questione non le stiamo neanche a elencare. Una sola cosa vera: arrivare alla erogazione del payback è stato più complicato del previsto, perché le aziende, alle quali il governo Renzi aveva imposto di pagare un contributo dovuto al fatto di agire in un mercato di fatto “protetto”, hanno provato in ogni maniera a sottrarsi all’obbligo, soprattutto in prospettiva futura.
L’intesa siglata in estate ha previsto che l’Umbria avrebbe rinunciato a 5 milioni e che il Governo Meloni avrebbe aiutato le imprese per una quota più rilevante.
Arriviamo a oggi: a inizio novembre – ora è ufficiale – l’Umbria ha incassato 18,6 milioni di euro del payback. A questi se ne aggiungeranno 15,6 che verserà direttamente il Governo, che li sta riscuotendo dai privati. Potrebbero alla fine mancare un milione o due, ma di sicuro le aziende hanno già versato dei soldi all’Umbria e altri ne verseranno. Se non si raggiungerà l’intera quota di 44 milioni, sicuramente si supereranno i 40, il che significa – udite, udite – che il bilancio della sanità 2024 è stato, era, è e sarà (per gli storici) da considerare in attivo.
Aggiungiamo: la Regione continuerà a vantare crediti rispetto alle aziende che provano a non pagare e che comunque non hanno alcun interesse a restare morose, in quanto verrebbero escluse immediatamente dal mercato che permette loro di sopravvivere.
Dispiace aver dedicato molte righe a spiegazioni tecniche, ma va considerato un aiuto da parte di Umbria7 a coloro della maggioranza che faranno dichiarazioni sull’argomento, per evitare di insistere con le bugie, perchè a forza di dire bugie – come si sa –  si va all’inferno.
E’ necessaria ancora una nota a margine prima di arrivare alla conclusione: la giunta Proietti, a varie riprese e a vari livelli, ha provato a raccontare una barzelletta sul fatto che il payback non possa essere calcolato sul bilancio del 2024.
Qualunque padre di famiglia potrebbe sostituirsi ai Soloncini della contabilità regionale – pensate al risparmio – per spiegare che l’unica cosa che conta è che i soldi entrino nel bilancio di casa. Si troverà poi facilmente il modo per usarli a favore della famiglia.
Ora siamo pronti per la conclusione. Con un bilancio della sanità lasciato dalla giunta Tesei (e dall’odiato, ma evidentemente competente, assessore veneto Coletto) in attivo (non in piccolo passivo, ma, sia chiaro, in attivo) come è possibile giustificare la manovra da 184 milioni di euro di tasse in più, che è pronta a scattare come una tagliola per i contribuenti onesti dell’Umbria a partire dal primo gennaio 2026?
E’ mai possibile che non ci sia un ripensamento?

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