PERUGIA – «Un fatto gravissimo, che non può passare sotto silenzio: qualcuno deve risponderne. Francesco Nicodemo, animatore delle campagne a Perugia e in Umbria, è tra le persone spiate con lo spyware israeliano Paragon. Tutto questo accade proprio durante le campagne elettorali nei nostri territori: un contesto in cui la libertà politica, il confronto democratico e la trasparenza dovrebbero essere principi intoccabili».
A denunciarlo è il vicepresidente della giunta regionale Tommaso Bori sui social: «Scoprire che qualcuno ha potuto violare quella libertà, infiltrandosi con mezzi illegali e oscuri, è inaccettabile. Non si tratta di un episodio tecnico o di un incidente digitale: è un attacco diretto alla democrazia, alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e al diritto di ognuno di partecipare alla vita pubblica senza paura di essere sorvegliato o manipolato. È indispensabile che si faccia piena luce su quanto accaduto, che si chiariscano le responsabilità, che si capisca chi ha ordinato e chi ha permesso tutto questo».
«Nessuno – conclude Bori – può sentirsi al sicuro finché strumenti di spionaggio di questo tipo vengono usati per interferire nel dibattito politico. A Francesco va tutta la mia solidarietà e vicinanza personale. Difendere la democrazia significa non restare in silenzio davanti a episodi come questo».


