Screenshot

La città che punta al cielo: Terni e la mostra sulla Lancia di Luce

Un viaggio tra arte, industria e memoria collettiva per celebrare i trent’anni della scultura di Arnaldo Pomodoro

E.C.

TERNI – Terni celebra uno dei suoi simboli più riconoscibili con “Lancia di Luce. Nascita di un Capolavoro”, la mostra che dal 3 dicembre 2025 al 1° marzo 2026, negli spazi della Sala Carroponte del Caos – Centro Arti Opificio Siri, ripercorre la genesi della monumentale opera di Arnaldo Pomodoro, a trent’anni dalla sua installazione nel cuore della città. Durante i tre mesi di esposizione, il Caos ospiterà un ricco calendario di attività collaterali: eventi per studiosi e appassionati d’arte, laboratori creativi per famiglie, percorsi guidati dedicati ai ragazzi e proposte didattiche per le scuole.

La Lancia di Luce, con i suoi 30 metri di acciaio corten e acciaio inossidabile che si innalzano all’incrocio tra Corso del Popolo e via Guglielmi, non è soltanto una scultura: è un emblema della storia industriale, civile e culturale di Terni. Un’opera diventata parte del paesaggio urbano e dell’immaginario collettivo, frutto della collaborazione tra il Comune di Terni, le Acciaierie di Terni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e il genio di uno dei più grandi scultori contemporanei. Il progetto, promosso dal Comune di Terni – assessorato alla cultura e dalla direzione servizi digitali, innovazione, cultura, eventi valentiniani, grandi eventi, turismo / ufficio servizi culturali, è curato da Gianluca Paterni, Roberta Argenti e Stefania Paolucci, con contributi critici di Costantino D’Orazio, Francesco Santaniello, Giorgio Finocchio, Gian Luca Diamanti e Grazia Morace. Le illustrazioni originali, ispirate al linguaggio della graphic novel, sono firmate da Filippo Barbacini. La mostra si presenta come un viaggio narrativo e documentale che accompagna il visitatore dentro il processo creativo, tecnico e umano da cui è nata la Lancia di Luce. Un percorso costruito attraverso fotografie, documenti d’archivio, articoli di giornale, corrispondenze, video, schizzi e progetti originali, molti dei quali inediti. Il cuore dell’allestimento è costituito da un imponente corpus di illustrazioni in grande formato, concepite come tavole narrative che ricostruiscono i momenti cruciali della storia dell’opera: dall’intuizione del Presidente Sandro Pertini durante una visita alle Acciaierie, all’incontro tra Pomodoro e il tecnico Mario Finocchio, fino alle delicate fasi di progettazione, lavorazione e installazione della scultura.

Queste immagini, affiancate da testi brevi e suggestivi, traducono la complessità della vicenda in un linguaggio accessibile e coinvolgente, pensato per intercettare pubblici diversi: dagli appassionati d’arte ai giovani lettori, dalle famiglie ai visitatori occasionali. La mostra non si limita a documentare un’opera d’arte, ma racconta un’idea di città. I valori che guidano il percorso espositivo, il lavoro come motore di miglioramento, la creatività come strumento di lettura del presente, la collaborazione come superamento dei limiti individuali risuonano ancora oggi nella storia di Terni.

Spaccio di droga e ubriachezza molesta, espulsi tre cittadini stranieri irregolari 

Sweet Pampepato/Il viaggio attraverso l’identità del territorio è iniziato