di Marco Brunacci
PERUGIA – Marianelli surprise. Il nuovo rettore è in perfetta forma per il rally dei primi giorni. Si attendono decisioni rapide e non ovvie. Ma è già scattato il totonomine, come al solito, appassionante.
Per cominciare l’Università di Perugia – lo abbiamo già anticipato – avrà tre prorettori tre, per due bisognerà attendere la modifica statutaria e quindi passeranno alcune settimane.
Per il cruciale ruolo di “protettore vicario”, invece, sono in tanti ad assicurare che il nome c’è già. Le quotazioni di Alceo Macchioni sono alle stelle. Ha tutto per conquistare il titolo, dopo la pole position: personaggio equilibrato, di nuova generazione, settore scientifico, come impone la religione dei pesi e contrappesi, insegna chimica ed è del Dipartimento di Elisei, senza essere eliseiano, molto vicino a Marianelli e non da ora. Personaggio rassicurante e, per usare un termine mutuato dalla peggior politica di oggi, non divisivo, però soprattutto capace di interpretare al meglio il nuovo verbo marinelliano.
E’ vero: il rettore appena insediato ha cercato un donna di area scientifica per lo strategico ruolo, ma non ne avrebbe trovate, sempre che non si sia tenuto un asso nella manica ma proprio ben nascosto.
E’ sicuro che la scelta degli altri due prorettori sarà meno complicata: uno sicuramente Gammaitoni, come da accordi intercorsi durante la campagna elettorale, l’altro sarà donna. E qui la professoressa Alessandra Pioggia, giurista di Scienze politiche, potrebbe essere perfetta per il ruolo.
A fronte di un rettore e di un prorettore che rivendicano l’autonomia dell’ateneo e non intendono sbilanciarsi in politica, ecco due prorettori invece molto caratterizzati a sinistra: Gammaitoni non ne ha fatto mai mistero, essendosi anche candidato col Pd, la professoressa Pioggia ha un profilo diverso, ad ascoltare suoi simpatizzanti, più sul genere dell’intellettuale schierata. Radical chic? Fate voi.
Certo, questo mix va considerato perfetto per rappresentare la maggioranza che ha ottenuto il successo elettorale. Anche perchè il rettore delle sorprese potrebbe mostrarsi molto deciso a tenere per sé due deleghe strategiche, al fine di raggiungere l’equilibrio perfetto.
Intanto, la delega alla sanità. Ma non doveva andare a Gammaitoni? Sì, però: visto l’impegno profuso dallo stesso Gammaitoni nel derby all’ultimo voto di Medicina, tra Grignani e Tortorella, che si è concluso al fotofinish a favore di Grignani, le condizioni sono cambiate. Grignani garantirà la metà di Medicina che ha svoltato a sinistra. Il pendolo torna in equilibrio con Marianelli in campo a rappresentare anche l’altra metà di Medicina.
E il rettore delle sorprese potrebbe pure tenersi la programmazione che è semplicemente la più delicata delle deleghe, perchè incide direttamente sulla carriera dei professori universitari, alla quale tengono tanto, tantissimo.
Per la didattica, la ricerca e la terza missione, le altre deleghe più importanti, ancora decisioni da prendere. Ma non saranno – dicono osservatori attenti – scelte banali. Troppo presto però per il totonomine. Al momento tra i delegati si dà per scontata solo la presenza di Emidio Albertini (Genetica agraria).


