TERNI – «Stiamo tutti guardano la stessa cosa: il centro storico che si spopola». In Bct, imprese e istituzioni a confronto per rigenerare la città. Il modello è quello che mette al centro le imprese e che coinvolge tutte le parti. Due le giornate di confronto e visione, con un messaggio chiaro: la rigenerazione urbana non può prescindere dalle imprese, dalla loro capacità di generare valore e comunità. Con Imprese Futuro Umbria, Confcommercio Umbria e Confcommercio Terni hanno organizzato un approfondimento concreto e partecipato sui temi della rivitalizzazione dei centri urbani e dell’economia di prossimità
«L’economia di prossimità non è solo una categoria economica: è una dimensione sociale e
culturale, che tiene insieme luoghi e persone. Ogni negozio, ogni bottega, ogni servizio sotto casa – spiega Stefano Lupi, presidente Confcommercio Terni – è un presidio di relazione: un punto di
incontro, di conoscenza e di fiducia. Quando una insegna si spegne, non chiude solo una attività: si indebolisce un pezzo di comunità. Per questo chiediamo che il valore della prossimità venga riconosciuto come bene comune. Parlare di economia di prossimità significa parlare di coesione sociale, identità urbana e futuro della città». Oggi il tema della desertificazione commerciale non riguarda più solo l’economia, ma la qualità della vita e la vitalità stessa dei centri urbani, dice in sostanza Lupi. Le cause sono note: la concorrenza dell’e-commerce, l’ eccesso di superfici commerciali, specie di maggiori dimensioni, il calo del potere di acquisto delle famiglie, l’inverno
demografico, il cambio radicale dei consumi e, in alcuni casi, l’ insufficiente preparazione
degli operatori. ma anche la mancanza, per troppo tempo, di una visione strategica unitaria.
Il risultato è un circolo vizioso: meno negozi, meno persone, più degrado. E più degrado, meno
fiducia e meno investimenti.
I numeri parlano chiaro: tra il 2012 e il giugno 2024 le attività commerciali al dettaglio in sede fissa sono passate da 1.333 a 1.068, con una perdita di un quinto delle imprese in dodici anni.
Nel centro storico la riduzione in valore assoluto è stata di 180 attività, e nel 2024 le
cessazioni d’impresa continuano a superare nettamente le nuove aperture. Quindi l’urgenza di progettare il futuro della città è adesso. Nella chiostrina della Bct è stato inaugurato uno spazio dedicato ai progetti e alle idee per la città di domani, in collaborazione con il Comune di Terni, l’Università di Perugia e Iscom Group, in cui sono esposti gli esiti del workshop di progettazione nell’ambito del Piano Periferie, con proposte di valorizzazione per tre aree strategiche: il Giardino Jan Palach, l’Ex Gruber e l’Ex Alterocca. Esposta anche l’ipotesi progettuale di riqualificazione di via Angeloni, elaborata dagli operatori economici della zona, e una raccolta di video-interviste a commercianti del centro, che raccontano cosa significa oggi fare impresa a Terni.
Sabato 15 novembre tour urbano nei luoghi della rigenerazione: Largo Manni, piazza del Mercato, piazza Buozzi, Largo Cairoli e via Angeloni. Un percorso a tappe nei luoghi in pubblico e privato collaborano per restituire bellezza e vivibilità alla città.











