di Marco Brunacci
PERUGIA – Liste d’attesa, «c’è molto da lavorare», dice la presidente Proietti, ma per i cittadini umbri c’è tanto, ma tanto, da preoccuparsi. La presidente, dopo settimane di silenzi, annuncia che da 87.557 le liste d’attesa sono diminuite a 68.055. Quando Donatella Tesei lasciò la guida della Regione erano 44.000.
Proietti vinse le elezioni affermando che avrebbe azzerato le liste. Che sono, in questo momento, 24 mila in più di un anno fa. E che un mese fa erano 44mila in più.
Nel mentre, ricorderete, Proietti ha vinto la campagna elettorale affermando che le avrebbe azzerate.
Perchè è importante continuare a riflettere su queste cifre e sul passato. Non per rimestare, perchè ormai è andata. Ma per dire che la sanità umbra non sta funzionando. E l’unica cosa chiara è che la quota di 44 mila ritardi, che fece gridare al disastro sanitario, oggi viene considerata una sorta di quota base, sotto la quale è praticamente impossibile andare. Non solo: i tecnici regionali sanno che non è un caso che le cifre, negate alle opposizioni per settimane, vengono date in questo periodo dell’anno, da considerare tra i più favorevoli.
I direttori delle aziende sanitarie umbre sono molto preoccupati per l’arrivo (in ritardo, ma ormai imminente) della stagione fredda, con gli inevitabili picchi influenzali.
Sarebbe bello avere un monitoraggio, diciamo ogni 15 giorni, da qui ad aprile, visto che è stato anche nominato il nuovo super manager Esposito a Punto Zero e dovrà mostrare la sua abilità, ora che è passato da ex leader studentesco a neo manager.
Una nota che si aggiunge alle preoccupazioni: Proietti insiste sul sistema pubblico, che, secondo le affermazioni del comunicato, starebbe riuscendo a diminuire (anche se di tanto poco) lo sbilancio delle liste d’attesa dovuto al nuovo governo regionale.
Ma, in nome della trasparenza, sarebbe il caso di rendere pubblico un altro dato: quanti soldi pubblici sono stati dati ai privati per raggiungere un risultato, in ogni caso, assai peggiore di quello di Tesei, in un periodo di relativa calma nelle richieste e in attesa di un picco di richieste sotto Natale?
Spulciando qua e là, si immagina che non siano almeno 20 mila le prestazioni acquistate dai privati, in moneta sonante e sul bilancio della sanità pubblica.
Sarebbe bello saperlo anche affinché, alle prossime elezioni, non si presentino più quelle liste elettorali che si richiamano al verbo della sanità solo pubblica. Una fastidiosa sceneggiata.
Ultima considerazione: la presidente Proietti gioisce nel titolo del comunicato ufficiale perchè le urgenze vengono tutte evase nei tempi di legge. Evviva. Si è partiti con la promessa dell’azzeramento delle liste d’attesa e si finisce felici per aver almeno retto alle urgenze, da considerare il minimo che la sanità possa fare per i suoi cittadini.
Quando si dice accontentarsi. E quando si dice che ci sono tutte le premesse per restare preoccupati, molto preoccupati.
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Ecco, ad ogni buon conto, il testo della nota della Regione.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme alla direzione regionale e alle direzioni delle aziende sanitarie, fanno il punto sulla situazione delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie, confermando l’impegno dell’amministrazione regionale per la massima trasparenza e il costante monitoraggio del sistema.
Dal rilevamento del 3 novembre 2025 le prestazioni inserite nei percorsi di tutela ammontano a 68.065, dato che include anche le prestazioni che non sono sottoposte a monitoraggio ministeriale dei tempi di attesa. Al 3 giugno 2025 le prestazioni inserite nei percorsi di tutela erano pari a 87.557 e questo segna un netto miglioramento nelle erogazioni dei servizi che, ricordiamo, sono effettuati dalla sanità pubblica in assenza della possibilità dell’utilizzo del fondo sanitario per acquisto di prestazioni da privati.
Le prestazioni complessive in lista di attesa per un appuntamento oltre i tempi utili previsti dalla classe di priorità contenuta nella prescrizione sono 32.837, incluse quelle non sottoposte a monitoraggio ministeriale, mentre le restanti sono in attesa di un appuntamento all’interno dei tempi utili previsti. Un dato molto significativo è rappresentato dal fatto che in tale numero non ci sono prestazioni con classe “U” (Urgente) da garantire in 3 giorni e sono presenti soltanto 242 prestazioni di classe “B” da garantire in 10 giorni, pari allo 0,74%, a testimonianza di una gestione tempestiva delle prestazioni appartenenti alle classi prioritarie e urgenti, intrapresa da questa amministrazione regionale. Altro dato importante riguarda le prestazioni chirurgiche, la cui evasione è in linea con il piano di recupero con tempi anticipati e con molta attenzione al rispetto dei tempi di attesa dei tumori da operare entro 30 giorni, con dati migliorati rispetto al 2024. Inoltre la nuova governance di Punto Zero, società in house dedicata al digitale e anche alla gestione delle liste d’attesa, garantirà un cambio di passo in termini di innovazione con percorsi in grado di garantire una sempre più efficace gestione. I dati aggiornati testimoniano l’attenzione che si sta riservando alla gestione delle liste di attesa e alla tempestività di erogazione dei servizi ai cittadini umbri, con l’obiettivo prioritario di continuare a ridurre progressivamente i tempi di attesa per garantire le prestazioni nei tempi utili e migliorare l’accesso alle cure a tutti i cittadini, mantenendo ferma la priorità sulle prestazioni urgenti e il rispetto dei parametri ministeriali.


