M.BRUN.
PERUGIA – Studiato per accogliere non per sorprendere, raffinato, non sontuoso, perfino minimalista, ma non senza essere giocoso, di angolo in angolo persuasivo, mai gridato. Caldo nel legno, nei colori chiari, nelle mura antiche, custodite con cura e riproposte alte e forti. Il recupero di una bomboniera senza tempo, incastonata tra i tetti di Perugia vecchia, recuperata e riproposta, carica di storia ma con prospettive fino all’orizzonte. Non a caso il motto, riportato in corsivo sugli specchi di camere e suite, è: “Heritage is the root of the future”. Come si traduce? La tradizione, il patrimonio tramandato di conoscenze e di passioni, è la radice del futuro.
In un senso, ecco qui Perugia e tutta l’Umbria in una frase: in bilico, in una sorta di soave vertigine, tra i secoli vissuti intensamente nel mentre si sporge nel domani. Ma attenzione: come un privilegio concesso a pochi e un gran bel motivo per essere non solo visitata ma vissuta.
Parliamo di questo esperimento e sfida che è Rosetta, hotel su corso Vannucci e intorno a un cortile senza tempo, vigilato niente meno che da una curiosa palma, rinnovato e riaperto come albergo di una catena internazionale come Hilton. Ed è tutto da vedere.
Le caratteristiche del progetto, nel dettaglio e nelle prospettive, le potete leggere di seguito nel servizio di Avinews. Qui chiudiamo con Simone Fittuccia, l’imprenditore che ha accettato di confrontarsi con questa realtà così tanto nuova per Perugia: «Sì, è una sfida – dice – ma non ci spaventa: sappiamo di esserci attrezzati con il meglio che c’era. Sappiamo di avere una proposta originale per i turisti come per la città e per quelli che qui abitano e lavorano e che potranno usare gli spazi che proponiamo, nella logica di un grande albergo internazionale, ma con un’accoglienza da piccola città».
Fittuccia magari è davvero un visionario, uno capace di di proiettarsi nel futuro, di sicuro è un imprenditore che ha alzato l’asticella: «Abbiamo corso per fare tutto nei tempi prefissati, abbiamo curato ogni particolare, vogliamo darci un piccolo periodo per rodare ogni meccanismo, ma già lo vediamo, ci sono tutti i motivi per essere fiduciosi», dice sotto le storiche volte appena tinteggiate, sull’affaccio verso il vicolo, con una piccola terrazza sospesa nel tempo, tra le luci non invasive di quello che sarà il Jazz club, mentre si avvia versa il Cloud, nuvole del cielo e nuvola-contenitore dei Big Data. Antico e futuro in un sguardo e in una parola, questa è l’offerta. E in fondo Perugia e l’Umbria è tutta qui.
LA NOTA DI AVI NEWS
L’attesa è finita: dopo 14 mesi di lavori che hanno visto il coinvolgimento di ben 70 ditte, il nuovo Rosetta Hotel Perugia si è svelato al pubblico aprendo ufficialmente le sue porte mercoledì 12 novembre nel cuore dell’acropoli della città.
In tantissimi hanno preso parte alla presentazione dell’hotel cinque stelle, entrato a far parte del circuito internazionale Tapestry Collection by Hilton dopo un raffinato progetto di restauro e reinvenzione contemporanea, a cura degli architetti Giulia Delpiano e Corrado Conti dello studio Ovre.design, con la direzione dei lavori dell’architetto Marco Chiocci e dell’ingegnere Massimo Lentischio. Accanto a loro, a fare gli ‘onori di casa’ c’erano i proprietari Rodolfo Mencarelli e Simone Fittuccia, ceo di Rosetta Hotel Perugia e presidente di Federalberghi Umbria, il direttore Angela Lollini, la responsabile food and beverage Agnese Mencarelli e Stefania Cabitza, project director Hilton Italia.
Cinque i livelli della struttura e tre i piani su cui sono distribuite le settanta camere che vanno dalla standard alla Signature Rosetta suite, passando per la superior, deluxe e junior suite, con prezzi che si attestano tra 250 e 700 euro a notte per la suite più prestigiosa, con affreschi originali e affaccio su Corso Vannucci, anche se le tariffe sono dinamiche, potendo optare per esempio solo per il pernottamento senza la colazione o usufruendo di vantaggi nel caso ci si prenoti con un certo anticipo. Vi sono poi un ristorante della Tradizione (Casa Vannucci), un sushi bar glocal (Sushi Umbro), un cocktail bar con affaccio sulla città (Cloud Bar) e un angolo vinile dedicato all’ascolto musicale: grazie a tutto questo, Rosetta Hotel Perugia si candida a diventare un nuovo punto di riferimento culturale e lifestyle per Perugia e per il viaggiatore internazionale.
«Siamo arrivati al grande giorno – ha detto Fittuccia – ma io lo considero un punto di partenza non di arrivo, perché abbiamo in programma anche altri progetti insieme alla famiglia Mencarelli. Quando abbiamo sottoscritto questo accordo abbiamo raccolto una sfida importante, perché oggi rappresentare un brand così forte a livello internazionale come quello di Hilton significa non dover e non poter sbagliare nell’erogazione dei servizi che verranno offerti al turista. L’Umbra e Perugia meritano di essere valorizzati e di essere riconosciuti in un ambito internazionale. Il lavoro svolto dalle istituzioni regionali è importante e ha dato e sta dando un forte supporto alle nostre azioni». «Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura del primo hotel Hilton a Perugia – ha dichiarato Cabitza –, un progetto che coniuga perfettamente il fascino del patrimonio architettonico locale con gli standard internazionali del nostro brand. L’hotel rappresenta un nuovo punto di riferimento per l’ospitalità in Umbria, offrendo un’esperienza autentica, ma allo stesso tempo contemporanea e profondamente radicata nel territorio».
«Il nostro obiettivo, incaricati dalla committenza e invitati dalla catena di Hilton – ha detto Delpiano – è stato quello di accompagnare questi imprenditori visionari nella traduzione di un’architettura e di un hotel storico e locale in un contesto internazionale. Il Tapestry è un tipo di brand che evidenzia ed enfatizza l’unicità degli ambienti, le tipicità; l’obiettivo era quello di rappresentare la territorialità di questa struttura e difatti gli ambienti risultano molto contemporanei, moderni, ma hanno un richiamo forte sia a livello materico che cromatico al Rinascimento». Il concept progettuale parte dalla metafora della cool-nana: una figura che non finge la giovinezza, ma la reinventa con stile, memoria e libertà. L’intervento architettonico ha rispettato le preesistenze rinascimentali e ne ha attualizzato il linguaggio con palette materiche contemporanee, luci teatrali, installazioni in cashmere, un casellario di chiavi d’epoca e dettagli artigianali umbri reinterpretati. Un progetto che valorizza la cultura umbra attraverso il design, la musica, l’artigianato, la gastronomia e l’incontro e difatti la futura apertura del Jazz Club va a confermare la vocazione musicale e relazionale dell’hotel.
«Abbiamo voluto anche distinguere la parte dell’ospitalità dalla ristorazione – ha raccontato Agnese Mencarelli –, dove useremo prodotti tipici del territorio rivisitati con tecniche moderne, per far sì che possano usufruire dei servizi non solo gli ospiti dell’hotel ma anche la popolazione locale. Il ristorante Casa Vannucci aprirà i primi di dicembre, nel frattempo è aperto il nostro Cloud bar che fino alle 11 è riservato agli ospiti e dopo apre al pubblico per brunch, aperitivi e co-working; inoltre c’è il bar Sushi umbro, aperto dalle 17 alle 22 per tutti».
Nato originariamente nel 1922, l’hotel ha a lungo rappresentato una pietra miliare dell’ospitalità a Perugia, posizionandosi come riferimento per avventori e comunità locale. Nel 2021 la Rosetta è stata rilevata dal gruppo imprenditoriale Fittuccia-Mencarelli, già gestori della attività dal 2015; Simone Fittuccia ha poi siglato la partnership con Hilton, primo brand internazionale nella regione, promuovendo una importante evoluzione della struttura. Rosetta Hotel Perugia è stato, dunque, completamente ripensato per diventare un ‘urban narrative hotel’, un luogo in cui storia, design e accoglienza si fondono in una narrazione visiva e sensoriale coerente; inoltre, gode anche della prestigiosa certificazione Gbc Historic Building (Gbc hb), lo standard sviluppato da Green Building Council Italia dedicato agli edifici di valore storico-artistico. Tale certificazione si propone di coniugare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale con l’efficienza energetica, la sostenibilità e il benessere ambientale e riconosce e premia quegli interventi che migliorano le prestazioni dell’edificio senza comprometterne l’identità originaria, valorizzandone al contempo il valore storico e testimoniale. Il posizionamento strategico dell’hotel si sintetizza nel claim ‘Where stories stay’: ogni esperienza, ogni stanza, ogni gesto è progettato per lasciare una traccia nella memoria dell’ospite.






