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Terni esplosiva/ Al Consorzio bonifica vince il candidato di Brega, col voto di Bandecchi e dei moderati Pd, di Sisti e di Ruggiano (Fi)

Venti voti per Lattanzi, contro 8 di Primieri (centrosinistra) e soltanto 4 per Proietti Scorsoni (centrodestra). Cosa succede adesso? Si riparte dal successo del leader ternano degli Anni Duemila che spariglia e riaggrega, in un contesto politico tutto da definire

TERNI – Terni esplosiva? Indizi arrivano anche dalle elezioni per il Consorzio Tevere Nera, per la parte riguardante i sindaci.
Vince con 20 voti su 35, Giampiero Lattanzi, il candidato portato e caldeggiato da Eros Brega. Prende 9 voti il sindaco di centrosinistra di Orte, Dino Primieri, mentre fa naufragio con 4 voti il sindaco di centrodestra di Amelia, Avio Proietti Scorsoni.
Perché torna a risplendere la stella Brega nell’Umbria sud? Perché, con ogni evidenza, nessuno ha la sua capacità di sparigliare e poi aggregare diversamente voti e soggetti politici. Ora fa il manager, ma la passione è rimasta.
Ed ecco il risultato di ieri: su Lattanzi va il voto di Bandecchi, come sindaco di Terni, e di alcuni sindaci dell’ala moderata del Pd e moderati non del Pd, ma anche del civico Sisti (Spoleto) e di Ruggiano (Forza Italia).
Venti voti che sono l’annuncio di una svolta ternana nelle alleanze e nelle prospettive politiche?
Presto per dire, ma certo emergono dati.

E poi ecco in passerella la versione del Pd double face.
Quella del neosegretario regionale, il giovane Bernardini, trattativista, che comunque conquista per il Pd un ruolo nel Consorzio Tevere Nera, e quella ben più rigida del segretario provinciale, Spinelli.
Ma può considerarsi una svolta politica quella di un Pd che vota insieme a Bandecchi?
E, in ogni caso, può fare a meno il Pd trattativista di quello “duro e puro”, ma assai radicato a Terni?
Se il Pd sembra destinato a rimanere ancora a dare colpi di pagaia sulla zattera, nel bel mezzo del tratto del fiume con le rapide, risulta affondato il centrodestra che ha scelto di immolare Avio Proietti Scorsoni.
Fosse, come dicono, una scelta Nevi-Pernazza, una riflessione si impone. Perdere ci sta, così è cupio dissolvi, desiderio di scomparire o, per lo meno, di essere ininfluenti.

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