TERNI – Prosegue in questi giorni il Terni Film Festival, giunto alla sua ventunesima edizione, con la direzione artistica di Moni Ovadia e l’organizzazione di Arnaldo Casali. La manifestazione, che si svolge tra il cenacolo San Marco, la biblioteca comunale e palazzo Gazzoli, propone un ricco programma di proiezioni internazionali, incontri e dibattiti che mettono al centro il dialogo tra culture, la spiritualità, la pace e le nuove frontiere della creatività. Casali spiega che l’edizione 2025 si muove tra diverse direzioni tematiche: un focus sulla Russia e sulle trasformazioni del cosiddetto “nuovo mondo”, con sguardi sull’America del Nord e del Sud, “come il Papa – ricorda Casali – che è nato a Chicago ma è anche cittadino onorario del Perù. Non mancherà il coinvolgimento delle comunità di immigrati che vivono a Terni, parte integrante della vocazione interculturale del festival.
Tra i temi affrontati, anche un focus sui crimini ambientali in Amazzonia, indagati fin dall’inizio del Novecento, e una riflessione sull’intelligenza artificiale, con alcune opere in concorso realizzate proprio grazie all’AI. Una sezione speciale sarà inoltre dedicata agli 800 anni del Cantico delle Creature, con cui si concluderà simbolicamente il festival, in un omaggio alla fratellanza universale di san Francesco. Come ogni anno, il messaggio di pace rimane al centro della rassegna.
Tra i film in concorso, anche una pellicola che racconta la guerra in Turchia e nel Kurdistan, mentre il programma culminerà con l’incontro con Moni Ovadia, che ha scelto per questa edizione il sottotitolo “Si vis pacem, para pacem” – se vuoi la pace, prepara la pace.



