Anche quest’anno, a Natale, va in onda Una poltrona per due: non è solo tradizione
La commedia che ci fa ridere da quarant’anni perché funziona insieme come rito culturale e come scelta di marketing
Anche quest’anno, puntuale come l’albero di Natale e il panettone, la televisione italiana ripropone Una poltrona per due. A prima vista sembra solo un gesto di nostalgia collettiva. In realtà è l’incontro perfetto tra abitudine culturale e convenienza industriale.
Il film di John Landis è ambientato tra Natale e Capodanno, ma il suo vero calendario è quello dei palinsesti: uno spazio in cui serve intrattenere tutti, senza rischi.
Una favola natalizia… che continua a funzionare
Dietro la commedia brillante si nasconde una satira feroce su denaro, potere e disuguaglianze. I fratelli Duke trattano le persone come asset finanziari, dimostrando che il successo non dipende solo dal merito, ma dal punto di partenza.
È una storia semplice, immediata, adatta a ogni età. Ed è proprio questa semplicità a renderla perfetta per il periodo natalizio. Perché va sempre in onda a Natale (anche per marketing) Oltre al valore simbolico, ci sono motivi molto concreti:
è un titolo riconoscibile, che non ha bisogno di promozione; garantisce ascolti prevedibili, fondamentali in una serata competitiva; ha un costo di messa in onda ormai marginale; fidelizza il pubblico riducendo lo zapping in un momento di attenzione frammentata.
In altre parole: è un contenuto che rassicura lo spettatore e il direttore di rete allo stesso tempo.
Una tradizione che conviene a tutti
Il pubblico lo guarda perché lo conosce.
La TV lo manda in onda perché sa cosa ottiene.
E così la tradizione si autoalimenta: ogni passaggio rafforza l’idea che Natale e Una poltrona per due siano inseparabili.
Non è solo un film.
È un caso riuscito di cultura pop che diventa branding stagionale.
E anche quest’anno, se è Natale, una poltrona per due.


