TERNI – Il bilancio di previsione 2026 arriva in consiglio comunale. Un lunedì pomeriggio decisivo per lo strumento finanziario che per giorni e giorni è stato oggetto di polemiche. Le opposizioni hanno chiesto a gran voce a Stefano Bandecchi di abbassare le tasse comunali, in particolare Imu e addizionale Irpef. Imposte che da vent’anni a Terni sono al massimo. Sempre le opposizioni hanno reclamato che il primo cittadino mettesse a disposizione del bilancio, il milione di euro che è sì presente, ma che è accantonato come fondo speciale da gestire da parte del sindaco per le “emergenze” cittadine. Destra e sinistra lo hanno martellato con comunicati, post e atti di indirizzo, cercando di trovare consenso anche all’interno di una città che da tempo paga in prima persona un bilancio comunale precario. E che otto anni fa ha conosciuto anche l’onda del dissesto. Una fase emergenziale che, almeno dal punto di vista della procedura, si è conclusa, e che quindi vedrebbe le condizioni per una riduzione delle entrate a carico dei ternani.
Ma il sindaco ha detto No. Il sindaco Bandecchi vuole risorse per mettere mano ai problemi endemici di Terni, ad iniziare dal dramma delle strade, dissestate e piene di buche, nonostante il fai da te della tappa buche comunale, che però non è mai riuscita a decollare. Sul bilancio gravano poi i rapporti, non sempre facili, con le municipalizzate, con alcune anomalie davvero incredibili, come quella che il Comune per anni non ha pagato la tassa sui rifiuti per i propri immobili.


