TERNI – La vicenda Ternana è sempre di più una questione di magistrati. Quelli amministrativi, che si esprimeranno sul caso clinica stadio, e quelli penali, con l’inchiesta partita dalla Procura di Roma e che ogni giorno si arricchisce di nuovi capitoli.
La Procura di Roma sta indagando sui finanziamenti di Banca Progetto ad alcune società di calcio, tra cui il Club rossoverde nella gestione precedente ai Rizzo. E ora dall’attuale proprietà arriva altro carburante per l’inchiesta penale. I Rizzo sono pronti a presentare un esposto contro Tiziana Pucci e Massimo Ferrero. Secondo i Rizzo i due avrebbero favorito, tramite un notaio di Cassino, lo stato di crisi aziendale, al fine di impedire la loro fuoriuscita dalla Ternana. Una manovra che, se appurata, sarebbe di una gravità estrema. Secondo quanto riportaro dall’Agenzia giornalistica Italia, «Tiziana Pucci, martedì 9 dicembre – un giorno/due prima dell’assemblea dei soci nella quale sarebbero stati revocati gli incarichi alla donna e a Ferrero – avrebbe fatto depositare un atto sulla crisi aziendale della Ternana bloccando il licenziamento di entrambi ed impedendo a quello che era, nei fatti, il nuovo amministratore designato di subentrare». Intanto emergono ulteriori dettagli rispetto al maxi compenso che Tiziana Pucci aveva stipulato in favore di Ferrero. Molto più di due milioni in tre anni. Ferrero, per la sua vicepresidenza, avrebbe incassato 260 mila euro il primo anno, 600 mila euro netti il secondo anno. Cifre alla quali sarebbe stato aggiunto un milione di euro di premio in caso di promozione in serie B, 2 milioni per l’eventuale approdo in Serie A.


