TERNI – Il rinvio a giudizio si Stefano Bandecchi infiamma il dibattito politico. Autentica benzina sul fioco per uno scontro che da tre anni a questa parte non accenna a placarsi. Il Pd mette in campo il segretario della commissione Giustizia del Senato, Walter Verini, per chiedere le dimissioni da sindaco di Terni.
Per il Pd è sufficiente la data della prima udienza, il 22 gennaio, perché Bandecchi lasci Palazzo Spada. Walter Verini, già in passato aveva duramente criticato Bandecchi e chiesto un suo passo indietro alla luce del linguaggio e dei comportamenti del primo cittadino di Terni. Ora Verini torna alla carica più determinato che mai: «Il rinvio a giudizio del sindaco di Terni Bandecchi, per gravi reati come minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, minaccia a corpo politico, è una ulteriore conferma che questo personaggio ha colpito ripetutamente l’agibilità democratica del consiglio comunale». Il senatore, durissimo su Bandecchi: «Ha reso impossibile la vita democratica del Consiglio, ha inquinato volgarmente e pericolosamente il confronto e il dibattito nella comunità ternana, ha introdotto pesanti conflitti di interesse che danneggiano una città di grandi tradizioni civili e democratiche, indebolendola sotto
tutti gli aspetti, compreso quello sportivo».
A stretto giro arriva la risposta di Bandecchi, che come sempre utilizza il suo vocabolario colorito e dipinge uno scenario da lotta di classe: «Verini è invidioso della mia ricchezza e della mia capacitò di fare».


