di Marco Brunacci
PERUGIA – La notizia è tale che è necessario usare il condizionale, anche se alcune fonti ritengono che l’obiettivo sia raggiunto.
L’ex Ilva di Taranto starebbe – ecco il primo condizionale – per avere un nuovo proprietario. Sarebbe una società, ma con il gruppo Arvedi capofila e acciaierie di riferimento. Arvedi dovrebbe – altro
condizionale d’obbligo – avere come partner una grande azienda, partecipata dallo Stato, e con un preciso interesse nell’affare.
Sarebbe – ultimo condizionale – stato decisivo per giungere a un risultato così importante, l’impegno diretto della premier Giorgia Meloni.
Fin qui le voci raccolte. Da qui in poi le considerazioni.
Umbria7 ricorda che, per i suoi lettori affezionati, ha una seguita rubrica di successo dal titolo “Scusate l’anticipo”. Umbria7 è stata la prima fonte di informazione ad annunciare il passaggio dell’Ast di Terni al Gruppo Arvedi, quando giravano – e hanno continuato a girare per qualche settimana – notizie molto diverse.
Per le conferme ufficiali, stavolta, si tratta di avere un minimo di pazienza. L’accelerazione pare, però, sia stata davvero netta e in seguito all’intervento diretto della premier.
Ora le considerazioni. Quelle nazionali: l’ex Ilva stava attraversando un momento davvero complesso, gli stop-and-go sono stati così tanti da creare sfiducia e insicurezza, prima di tutto tra i lavoratori.
Una volta deciso che l’Italia non poteva fare passi indietro nello strategico mercato dell’acciaio, nonostante tutte le difficoltà legate al costo dell’energia, che penalizzano i produttori nazionali, la
soluzione per l’ex Ilva andava trovata, meglio se con un “campione” nazionale, ancora meglio se due.
Con questo presupposto chiaro, la svolta non era più procrastinabile.
Anzi potrebbe – ancora un condizionale fuori dalla zona rossa – esserci già stata o almeno essere imminente.
Le considerazioni e le possibili ricadute in Umbria. A Terni sta andando avanti l’Accordo di programma per le Acciaierie, con qualche piccolo ritardo, ma soprattutto con investimenti un po’ meno rilevanti rispetto a quelli immaginati in un primo tempo. Entrare a far parte di una rete nazionale, nella quale il Gruppo Arvedi diventa l’acciaierie di riferimento, potrebbe – finiti i condizionali – essere il salto di qualità che mancava per diventare lo snodo indispensabile di questa catena.


